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Il monumento a Vittorio Emanuele II a Vercelli

Vittorio Emanuele II

Ripropongo qui un piccolo servizio che avevo dedicato al monumento a Vittorio Emanuele II che si trova in piazza Pajetta a Vercelli. Ho notato che, mentre la statua del re, posta a diversi metri d’altezza, è piuttosto conosciuta e nota, al contrario i gruppi statuari e simbolici della base sono spesso ignorati. Forse è per via della conformazione stessa della piazza, che fa sì che non ci si trovi spesso ai piedi del monumento.

Il monumento a Vittorio Emanuele II a Vercelli rappresenta – ovviamente – il primo Re d’Italia, posto sulla cima di un’alta colonna. Alla base della colonna si trova una celebrazione della storia risorgimentale, articolata in tre fasi intorno ad un piedistallo triangolare sulle cui facce si notano tre scudi, dedicati ad altrettante vittorie del Regno di Sardegna: Goito, Palestro e San Martino.

Italia ieri, Italia oggi

Ai vertici del triangolo sorgono invece tre statue femminili, che rappresentano l’Italia in tre momenti del Risorgimento: l’Italia sconfitta nella Prima Guerra d’Indipendenza (1849), quella vittoriosa e battagliera della Seconda (1859), e quella padrona di Roma dopo la breccia di Porta Pia (1870).

Il monumento, opera di Ercole Rosa, fu realizzato da Ercole Villa nel 1887. La statua del sovrano è in bronzo, e presenta piccole differenze rispetto al bozzetto originale, nel quale ad esempio Vittorio Emanuele aveva l’elmo in mano. È possibile vedere il bozzetto originale, tra le altre cose, alla mostra Gli eroi ritrovati al Museo Leone.

Italia 1849
L’Italia sconfitta nel 1849.

La Prima Guerra d’Indipendenza si concluse con la sconfitta del Regno di Sardegna, che era entrato nel conflitto sventolando la bandiera tricolore offerta dai patrioti lombardi. L’Austria vincitrice volle ricacciare il Piemonte di Carlo Alberto sotto il proprio tallone; ma i sentimenti nazionalistici rifiorirono pochi anni dopo sotto Vittorio Emanuele.

L’Italia è raffigurata in catene, umiliata ma non doma.

Italia 1859
L’Italia guerriera si risveglia nel 1859.

Dieci anni dopo Novara, il Regno di Sardegna, alleato con la Francia, coglie l’occasione di un incidente diplomatico per dichiarare nuovamente guerra all’Austria. Vittorio Emanuele, che “raccoglie il grido di dolore” dei patrioti italiani, porta il Piemonte alla vittoria. Le conquiste territoriali e le successive annessioni nell’Italia centrale e meridionale porteranno nel 1861 alla creazione del Regno d’Italia.

Questa Italia, forte e aggressiva, è raffigurata con la spada sguainata e in posizione d’attacco.

Italia 1870
L’Italia padrona di Roma nel 1870.

Al momento della dichiarazione dell’Unità d’Italia, mancava l’intero Lazio, ancora dominio dello Stato della Chiesa. Dopo una lunga questione diplomatica, che coinvolse anche la Francia e gli altri Stati cattolici europei tra cui la stessa Austria, nel 1870 i bersaglieri entrarono a Roma nei pressi di Porta Pia, incontrando una scarsissima resistenza puramente simbolica. Al Papa rimase un territorio ristrettissimo, che divenne la Città del Vaticano.

L’Italia del 1870 è raffigurata in piedi, in posa solenne, con le insegne del comando: il vessillo nazionale, la corona d’alloro e uno scudo con la lupa capitolina, simbolo della città di Roma.

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