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Archive for aprile 2012

Memoria toponomastica

Cremona - Via Lungastretta (curiosità toponomastica)

Come molti sapranno, la toponomastica è lo studio dei nomi attribuiti ai luoghi, e per estensione indica i nomi stessi. Dare un nome alle cose e ai luoghi è un’esigenza pratica di indubbia utilità e necessità, ma nella toponomastica, e in particolare quella urbana, si segue da sempre una prassi interessante: quella di intitolare strade e piazze a persone o eventi di rilevanza locale, nazionale o mondiale.

In un certo senso, questa pratica mi riporta alla mente Foscolo e il suo Dei sepolcri. Il poeta, fervente sostenitore dell’Illuminismo e della sua filosofia materialista, cerca risposta alle eterne domande che il razionalismo ateo lasciava irrisolte, interrogandosi sul motivo e sullo scopo della nostra esistenza terrena, destinata inevitabilmente a sparire nel nulla; la conclusione a cui giunge è che i sepolcri, intesi inizialmente come simbolo della superstizione religiosa, servono in realtà a prolungare nei posteri il ricordo delle nostre azioni, dei nostri sentimenti, insomma di ciò che siamo stati. Ecco perché vivere, e soprattutto vivere virtuosamente: per ispirare le generazioni future con le nostre gesta, piccole e grandi, e per poter così sopravvivere alla fine del nostro corpo materiale.

Allo stesso modo, ogni riconoscimento, anche quello più piccolo, costituisce un piccolo foscoliano sepolcro con il quale far vivere nei secoli il nostro nome. E proprio per questo si sceglie accuratamente a chi dedicare una via; per quanto possa sembrare l’ultima stradina della città, persa nel mucchio di un nuovo quartiere residenziale e magari ancora non asfaltata, oppure smarrita nel dedalo di vicoli di un centro storico medievale, essa ricorda a chi passa un uomo, un’idea, un’azione più o meno gloriosa, o magari un’infamia da non dimenticare.

Il significato della Storia

L’anno scorso, nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Museo Leone di Vercelli ha organizzato una mostra alla quale avevo già accennato a suo tempo: Gli eroi dimenticati parlava degli eventi risorgimentali, dai moti insurrezionali del 1821 che avrebbero infine portato all’emanazione dello Statuto Albertino, fino alle guerre d’indipendenza con le quali il Regno di Sardegna unificò l’Italia. In particolare, lo faceva con uno sguardo molto attento agli eventi locali del Vercellese, regione di confine con la Lombardia austriaca, che forse proprio per questo sentì particolarmente la pressione della storia e non mancò di fornire personaggi illustri, sia tra i rivoluzionari provenienti dal popolo sia tra gli statisti e i politici (vogliamo ricordare un certo Cavour?). Molti di quei nomi li ritroviamo oggi nello stradario del capoluogo e di altri Comuni.

Ho così deciso di aprire questa rubrica, Memoria toponomastica, nella quale intendo compiere un giro storico-turistico tra le targhe e i cartelli che ormai siamo abituati quasi ad ignorare. Tutti sappiamo chi sono e cos’hanno fatto Garibaldi, Alessandro Volta o Niccolò Machiavelli, cos’è il Monte Rosa, o cos’è successo il 4 novembre 1918; ma attorno (letteralmente!) a questi grandi nomi ce ne sono decine di altri, più piccoli, meno noti, spesso conosciuti solo perché appiccicati ad una strada di passaggio. Proprio perché di questi “piccoli” non si perda memoria, proverò a ricostruirne le gesta, a tracciarne la storia, e a scoprire perché siano stati ritenuti degni di essere ricordati dai posteri.

Invito quindi voi lettori a segnalarmi una persona, un luogo, un evento al quale è stata dedicata anche la più piccola delle insegne, e del quale vogliate sapere di più, lasciandomi un commento su questo post o su uno di quelli che verranno!

Chiudo con una massima che ho ritrovato su un post relativo proprio al 4 novembre che ho citato poco fa:

I Caduti non muoiono sui campi di battaglia e non spariscono nei sacrari, ma soltanto quando sono dimenticati.

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