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Posts Tagged ‘Regno di Sardegna’

Eusebio Bava, generale – Memoria toponomastica #3

Eusebio Bava
Foto tratta da Wikipedia

Il Generale Eusebio Bava viene ricordato a Vercelli, sua città natale, con una piccola via pedonale e con un monumento in piazza Cugnolio, sul retro del Liceo Scientifico, ma soprattutto di fronte alla ex caserma Garrone. Bava fu il comandante in capo dell’esercito sabaudo durante la Prima Guerra d’Indipendenza, nel 1848, e si è indubbiamente meritato un posto nei libri di storia.

Figlio di un orologiaio, Bava studiò alla Scuola Militare, ma presto la abbandonò per recarsi in Spagna a combattere nelle guerre napoleoniche. Prigioniero in Inghilterra, riuscì a fuggire e a tornare in Spagna, distinguendosi per il suo valore e le sue capacità a tal punto da essere nominato per la Legion d’Onore. Dopo la caduta di Napoleone tornò in Piemonte insieme ai soldati che comandava, e fu accolto da Vittorio Emanuele I che mirava a ricostruire l’indebolito esercito del Regno di Sardegna.

La sua fama è però indubbiamente legata alle vicende della guerra del 1848. Re Carlo Alberto lo pose a comando di un esercito che da troppo tempo non combatteva, se non per sedare le ribellioni e le insurrezioni civili del 1821. Bava, che si riteneva castrato dalla mancanza di un effettivo potere decisionale e dai limiti oggettivi della cultura bellica piemontese, riuscì comunque a condurre gli attacchi vittoriosi sul Mincio, prendendo Peschiera e giungendo fino alle porte di Verona e di Mantova. Egli mancò tuttavia di portare l’affondo incisivo e definitivo che pure il feldmaresciallo Radetzky temeva, e questi ebbe il tempo di riprendersi e ricacciare i piemontesi oltre il Ticino.

Il Re, che per tutta la durata della guerra aveva mantenuto un atteggiamento ambiguo e incerto riguardo alla direzione dell’esercito (che tenne un po’ per sé, affidò prima a Bava, poi al ministro Franzini, poi informalmente a Bava, infine di nuovo a se stesso), dopo l’armistizio chiese ai generali di presentare al Parlamento e ai Ministri una relazione sull’andamento della campagna. Bava, uomo indubbiamente di grande competenza e carattere, non esitò a scrivere una puntuale critica del modo di condurre le operazioni e della indegna preparazione dell’esercito ad ogni livello. La commissione ministeriale, viste le accuse esplicite al sovrano, rispose attribuendo al generale le colpe del fallimento, ed egli per tutta risposta diede alle stampe la sua relazione, con tanto di documenti allegati. Leggi tutto…

Il mare a quadretti, eroe nazionale

Mare a quadretti

Il distretto del riso piemontese copre una vasta area, dalla Dora Baltea fino al Sesia e oltre. La coltura del riso giunse nelle terre tra il Vercellese e il Canavese già nel XV secolo, ma fa soprattutto nel tardo Settecento e nell’Ottocento che ebbe luogo la sistematica trasformazione dell’ambiente che creò la fitta rete di canali, fossi e argini che ancora oggi caratterizza l’aspetto delle campagne da Chivasso a Novara. Uno dei principali promotori di questa opera fu il conte Camillo Benso di Cavour, che, anche in virtù delle sue origini trinesi, fu coinvolto prima come imprenditore e poi come ministro del Regno di Sardegna, del quale ricoprì anche la carica di Ministro dell’Agricoltura. Proprio Cavour fu impegnato nella creazione del canale che da lui prende il nome: progettato dall’ingegner Carlo Noè sulla base dell’idea di Francesco Rossi, esso costituisce la spina dorsale della rete di canali irrigui che permettono l’allagamento delle risaie tra la fine di aprile e il mese di maggio.

Le campagne allagate creano un incredibile effetto paesaggistico, che i primi immigrati meridionali, non abituati alla vista, definirono “mare a quadretti”. La distesa d’acqua, interrotta soltanto dagli argini e dalle strade, crea uno specchio in cui le cascine, i pali della luce, il cielo e il sole sembrano sospesi. Molto meno romantico è un altro aspetto ben noto agli abitanti delle “terre d’acqua”, che offrono l’ambiente ideale per l’incubazione delle uova di zanzara.

Ma forse non tutti sanno che le risaie del Vercellese, oltre al loro importante ruolo economico-ambientale, furono protagoniste anche nella storia del Risorgimento. Di fatto, in un episodio cruciale salvarono le sorti non solo della guerra, ma dello stesso Regno di Sardegna. Leggi tutto…

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