Archive

Archive for maggio 2012

Eusebio Bava, generale – Memoria toponomastica #3

Eusebio Bava
Foto tratta da Wikipedia

Il Generale Eusebio Bava viene ricordato a Vercelli, sua città natale, con una piccola via pedonale e con un monumento in piazza Cugnolio, sul retro del Liceo Scientifico, ma soprattutto di fronte alla ex caserma Garrone. Bava fu il comandante in capo dell’esercito sabaudo durante la Prima Guerra d’Indipendenza, nel 1848, e si è indubbiamente meritato un posto nei libri di storia.

Figlio di un orologiaio, Bava studiò alla Scuola Militare, ma presto la abbandonò per recarsi in Spagna a combattere nelle guerre napoleoniche. Prigioniero in Inghilterra, riuscì a fuggire e a tornare in Spagna, distinguendosi per il suo valore e le sue capacità a tal punto da essere nominato per la Legion d’Onore. Dopo la caduta di Napoleone tornò in Piemonte insieme ai soldati che comandava, e fu accolto da Vittorio Emanuele I che mirava a ricostruire l’indebolito esercito del Regno di Sardegna.

La sua fama è però indubbiamente legata alle vicende della guerra del 1848. Re Carlo Alberto lo pose a comando di un esercito che da troppo tempo non combatteva, se non per sedare le ribellioni e le insurrezioni civili del 1821. Bava, che si riteneva castrato dalla mancanza di un effettivo potere decisionale e dai limiti oggettivi della cultura bellica piemontese, riuscì comunque a condurre gli attacchi vittoriosi sul Mincio, prendendo Peschiera e giungendo fino alle porte di Verona e di Mantova. Egli mancò tuttavia di portare l’affondo incisivo e definitivo che pure il feldmaresciallo Radetzky temeva, e questi ebbe il tempo di riprendersi e ricacciare i piemontesi oltre il Ticino.

Il Re, che per tutta la durata della guerra aveva mantenuto un atteggiamento ambiguo e incerto riguardo alla direzione dell’esercito (che tenne un po’ per sé, affidò prima a Bava, poi al ministro Franzini, poi informalmente a Bava, infine di nuovo a se stesso), dopo l’armistizio chiese ai generali di presentare al Parlamento e ai Ministri una relazione sull’andamento della campagna. Bava, uomo indubbiamente di grande competenza e carattere, non esitò a scrivere una puntuale critica del modo di condurre le operazioni e della indegna preparazione dell’esercito ad ogni livello. La commissione ministeriale, viste le accuse esplicite al sovrano, rispose attribuendo al generale le colpe del fallimento, ed egli per tutta risposta diede alle stampe la sua relazione, con tanto di documenti allegati. Leggi tutto…

Ida Caciagli, medico – Memoria toponomastica #2

23 maggio, 2012 1 commento
Ida Caciagli
Immagine da Openstreetmap

Questa volta parliamo di Ida Caciagli. Ammetto di conoscere questo nome solo grazie ad OSM: a Vercelli sorge una via a lei dedicata, e, da quello che so, è l’unico riconoscimento toponomastico di questo medico vercellese.

Fu in un certo senso la Montessori di Vercelli: laureatasi in Medicina in un’epoca in cui non molte donne riuscivano a frequentare l’università (anche grazie all’intervento di un altro illustre vercellese… che scoprirete dopo), si dedicò alla cura delle patologie genitali e urinarie, tra le prime in Italia in questo campo. Lascerò che a raccontare ulteriori dettagli sia un articolo di Piemonte Oggi, segnalato su Facebook da Rosa Lena Forte, che riporto qua sotto. Leggi tutto…

Galileo Ferraris, scienziato – Memoria toponomastica #1

16 maggio, 2012 1 commento
Galileo Ferraris
Foto tratta da Wikipedia

Inauguro la rubrica “Memoria toponomastica” con un pezzo da novanta. Con uno talmente importante che non solo ha una pagina su Wikipedia, ma addirittura il corso che a Torino porta il suo nome ha a sua una volta una pagina su Wikipedia. Il suo nome campeggia in una piazza a Firenze e in vie a Cagliari, Vercelli, Reggio Emilia, Novara, Udine, Pordenone, e poi ancora Fano, Riccione, Schio e San Germano Vercellese. Innumerevoli licei scientifici e istituti tecnici in tutta Italia portano il suo nome, così come l’Istituto Elettrotecnico Nazionale, oggi confluito nell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. Della serie “ultimo ma non ultimo”, il suo paese natale, in provincia di Vercelli, si chiamava un tempo Livorno Piemonte, per distinguerlo dalla più grande Livorno in Toscana, ma dal 1925 è diventato Livorno Ferraris.

Stiamo parlando di Galileo Ferraris, scienziato piemontese della seconda metà dell’Ottocento, i cui meriti sono riassunti su Wikipedia con la frase “scopritore del campo magnetico rotante e ideatore del motore elettrico in corrente alternata”. Le sue ricerche sulla corrente alternata, pubblicate prima di quelle di Nikola Tesla, portarono a tutti gli sviluppi tecnici e industriali che sono ancora oggi alla base del trasporto e della produzione dell’energia elettrica e della sua trasformazione in energia meccanica.

In particolare, egli fu il primo a dimostrare sperimentalmente che tre bobine (statori), alimentate con correnti di uguale frequenza e sfasate di 120° l’una con l’altra, posizionate su una circonferenza a distanza di 120° l’una dall’altra, producono un campo magnetico rotante in grado di muovere un avvolgimento (rotore) posto nel centro.

Curiosamente, Ferraris (che portava il nome di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi) si era laureato a Torino in ingegneria civile, e curò gli studi della nascente branca dell’elettromagnetismo come assistente di fisica tecnica. Fondò una scuola di elettrotecnica, la prima in Italia, e si dedicò attivamente anche agli studi sull’ottica, anche in virtù dello stretto legame tra ottica ed elettromagnetismo (che all’epoca non era ancora tuttavia stato completamente chiarito).

I suoi meriti scientifici travalicarono i confini nazionali, e gli valsero riconoscimenti ufficiali persino negli Imperi di Prussia e di Austria-Ungheria. Insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia, ricevette addirittura il grado di Ufficiale del prestigioso Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nominato senatore del Regno, morì tre soli mesi dopo di polmonite; è curioso notare che anche il suo più famoso conterraneo Cavour (nato a pochi kilometri da Livorno) morì dopo soli tre mesi da Primo Ministro del Regno d’Italia.

Benché poco noto al grande pubblico, gli ambienti scientifici sono stati prodighi di riconoscimenti allo scienziato vercellese. È un peccato che molti vercellesi lo mettano in secondo piano rispetto al più conosciuto conte Amedeo Avogadro; Ferraris fu infatti un grande pioniere in campi che oggi stanno “tornando di moda”.

A Ferraris sono stati intitolati tantissimi impianti industriali (ricordiamo la centrale elettrica nel Comune di Livorno Ferraris), istituti di ricerca, di istruzione; se qualcuno di voi ne conosce qualcuno sparso in Piemonte, in Italia o nel mondo, me lo segnali nei commenti, e sarò lieto di aggiungerlo alla lista.

“OSM enjoys the worst to bring you the best!”

Worst of OSM

Vi ricordate lo spot del salmone in scatola di John West? Quello in cui l’intrepido pescatore di salmone sottrae un pesce all’orso che l’ha appena tirato via dal fiume, combattendo a colpi di kung-fu la bestia… che risponde? Se non l’avete visto, guardatelo (e già che ci siete, guardate anche il magnifico seguito). Lo spot si chiudeva con l’affascinante slogan John West enjoys the worst, to bring you the best! (“John West fa le peggio cose per darvi er mejo” – ringrazio Er Pecora per la traduzione). Oggi posso dire che anche Openstreetmap fa lo stesso!

Un blog aperto da poco più di una settimana ha il chiarissimo titolo “The Worst of OSM”. Il suo intento è umoristico: andare alla ricerca di situazioni strane, curiose o divertenti nella mappa libera del mondo, e pubblicarle per farsi due risate. Di solito si tratta di errori, o di importazioni finite male. Il motto la dice lunga: Everyone edits, but not everyone thinks (“Tutti fanno modifiche, ma non tutti pensano”). Leggi tutto…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: