Archivio

Posts Tagged ‘fisica’

Matematica applicata: logaritmi e sensazioni

È ormai una (brutta) tradizione quella di pensare che la matematica sia una collezione di teorie astratte. La sufficienza con cui gli studenti liquidano la materia ricorda da vicino la volpe della favola di Fedro: la matematica non servirebbe a niente nella “vita vera”, e poi basta dire che non la si capisce.

In realtà, trovo che la definizione più sensata che sia mai stata data della matematica sia quella di Galileo, che elevando l’aritmetica e l’algebra a dignità scientifica sosteneva che la matematica fosse “il linguaggio che Dio ha usato per scrivere il libro della natura”. Il rapporto, dal punto di vista della didattica, mi sembra bidirezionale: la matematica ci aiuta a capire perché il mondo funziona nel modo in cui funziona, e guardare più a fondo i meccanismi dei fenomeni ci permette di concretizzare e più facilmente comprendere i concetti matematici.

Proprio in quest’ottica di “doppio scambio” tra comprensione sperimentale e teorica, oggi voglio parlare di come la nostra sensibilità sia perlopiù logaritmica. Weber e Fechner hanno compiuto approfondite ricerche su questo aspetto della nostra percezione; io voglio limitarmi a mostrare alcuni esempi immediati. Leggi tutto…

La corsa “infinita” di Achille e la tartaruga

Zenone di Elea

Platone diceva che Zenone era alto e di bell’aspetto. Sarà.

L’altra sera, da una discussione sulla data della Pasqua è nata un’interessante dissertazione che ha spaziato dalla letteratura alla filosofia alla storia e alla storia della religione e della scienza. Almeno, è stata interessante per me che l’ho raccontata; chi mi ascoltava perlomeno non si è addormentato, e spero non fosse solo perché era piuttosto su di giri per la rimonta dell’Inter. Comunque, sono tornato brevemente ai tempi della terza liceo quando mi sono trovato a parlare di Platone, Aristotele ed Epicuro, e di come a quei tempi tutti i campi del pensiero fossero raccolti sotto l’ombrello della filosofia. Come spesso mi accade, questo mi ha riportato alla mente Zenone di Elea e le sue teorie sul movimento.

Se è vero che un po’ tutta la filosofia precedente al Seicento ha sempre insistito sulla maggiore importanza delle cose spirituali e ideali rispetto a quelle materiali, Zenone fu il pensatore che più di tutti rimarcò la separazione tra i due mondi. Allievo di Parmenide, che sosteneva l’esistenza di un Essere che rappresenta la Verità assoluta e si contrappone all’illusorietà delle cose sensibili, egli si spinse un poco oltre la tesi del suo maestro. Fino a quel momento, il mondo materiale era stato descritto come in continuo mutamento e movimento, e una cosa che muta (si trasforma, si distrugge, diventa altro) non può essere così importante nell’ordine della natura. Beh, per Zenone non era abbastanza: per lui il movimento non esisteva, non era nient’altro che un’illusione dei nostri sensi fallaci e mendaci, puri ostacoli tra noi e l’Essere. E visto che detta così sembrava una fesseria, elaborò alcuni paradossi per dimostrare che il movimento era illusorio. Leggi tutto…

Galileo Ferraris, scienziato – Memoria toponomastica #1

16 maggio, 2012 1 commento
Galileo Ferraris
Foto tratta da Wikipedia

Inauguro la rubrica “Memoria toponomastica” con un pezzo da novanta. Con uno talmente importante che non solo ha una pagina su Wikipedia, ma addirittura il corso che a Torino porta il suo nome ha a sua una volta una pagina su Wikipedia. Il suo nome campeggia in una piazza a Firenze e in vie a Cagliari, Vercelli, Reggio Emilia, Novara, Udine, Pordenone, e poi ancora Fano, Riccione, Schio e San Germano Vercellese. Innumerevoli licei scientifici e istituti tecnici in tutta Italia portano il suo nome, così come l’Istituto Elettrotecnico Nazionale, oggi confluito nell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. Della serie “ultimo ma non ultimo”, il suo paese natale, in provincia di Vercelli, si chiamava un tempo Livorno Piemonte, per distinguerlo dalla più grande Livorno in Toscana, ma dal 1925 è diventato Livorno Ferraris.

Stiamo parlando di Galileo Ferraris, scienziato piemontese della seconda metà dell’Ottocento, i cui meriti sono riassunti su Wikipedia con la frase “scopritore del campo magnetico rotante e ideatore del motore elettrico in corrente alternata”. Le sue ricerche sulla corrente alternata, pubblicate prima di quelle di Nikola Tesla, portarono a tutti gli sviluppi tecnici e industriali che sono ancora oggi alla base del trasporto e della produzione dell’energia elettrica e della sua trasformazione in energia meccanica.

In particolare, egli fu il primo a dimostrare sperimentalmente che tre bobine (statori), alimentate con correnti di uguale frequenza e sfasate di 120° l’una con l’altra, posizionate su una circonferenza a distanza di 120° l’una dall’altra, producono un campo magnetico rotante in grado di muovere un avvolgimento (rotore) posto nel centro.

Curiosamente, Ferraris (che portava il nome di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi) si era laureato a Torino in ingegneria civile, e curò gli studi della nascente branca dell’elettromagnetismo come assistente di fisica tecnica. Fondò una scuola di elettrotecnica, la prima in Italia, e si dedicò attivamente anche agli studi sull’ottica, anche in virtù dello stretto legame tra ottica ed elettromagnetismo (che all’epoca non era ancora tuttavia stato completamente chiarito).

I suoi meriti scientifici travalicarono i confini nazionali, e gli valsero riconoscimenti ufficiali persino negli Imperi di Prussia e di Austria-Ungheria. Insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia, ricevette addirittura il grado di Ufficiale del prestigioso Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nominato senatore del Regno, morì tre soli mesi dopo di polmonite; è curioso notare che anche il suo più famoso conterraneo Cavour (nato a pochi kilometri da Livorno) morì dopo soli tre mesi da Primo Ministro del Regno d’Italia.

Benché poco noto al grande pubblico, gli ambienti scientifici sono stati prodighi di riconoscimenti allo scienziato vercellese. È un peccato che molti vercellesi lo mettano in secondo piano rispetto al più conosciuto conte Amedeo Avogadro; Ferraris fu infatti un grande pioniere in campi che oggi stanno “tornando di moda”.

A Ferraris sono stati intitolati tantissimi impianti industriali (ricordiamo la centrale elettrica nel Comune di Livorno Ferraris), istituti di ricerca, di istruzione; se qualcuno di voi ne conosce qualcuno sparso in Piemonte, in Italia o nel mondo, me lo segnali nei commenti, e sarò lieto di aggiungerlo alla lista.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: