Archive

Archive for the ‘Geografia’ Category

La Condamine: il quartiere con le strade più famose del mondo

Ci sono molte strade che godono di fama nazionale o mondiale. Una delle strade più famose del mondo è senz’altro la Route 66, che attraversa l’America e ha fatto da sfondo alle leggende dell’immaginario moderno statunitense. Grazie ai palazzi o ai monumenti che ospitano, anche gli Champs Élysées, Piazza di Spagna, Alexanderplatz, Trafalgar Square, Times Square sono nomi conosciuti nel mondo intero; e per via degli eventi storici che lì sono avvenuti, molti altri luoghi sono diventati tristemente famosi, da piazza Tienanmen a piazza Tahrir fino a via D’Amelio. Però sono convinto che lo scettro delle strade più conosciute e affascinanti del mondo si trovi altrove. Leggi tutto…

OpenStreetMap Italia è su Facebook

Alcuni volontari di OpenStreetMap hanno deciso di portare su Facebook i pregi della mappa collaborativa più grande del mondo! Sulla pagina dedicata potrete trovare immagini, informazioni ed eventi, relativi all’Italia e ai suoi mappatori ma non solo. Se siete iscritti a Facebook, non dimenticate di mettere “Mi piace” alla pagina!

Per inciso, se siete iscritti a Facebook non dimenticate di mettere “Mi piace” anche alla pagina ufficiale di questo blog 🙂

“OSM enjoys the worst to bring you the best!”

Worst of OSM

Vi ricordate lo spot del salmone in scatola di John West? Quello in cui l’intrepido pescatore di salmone sottrae un pesce all’orso che l’ha appena tirato via dal fiume, combattendo a colpi di kung-fu la bestia… che risponde? Se non l’avete visto, guardatelo (e già che ci siete, guardate anche il magnifico seguito). Lo spot si chiudeva con l’affascinante slogan John West enjoys the worst, to bring you the best! (“John West fa le peggio cose per darvi er mejo” – ringrazio Er Pecora per la traduzione). Oggi posso dire che anche Openstreetmap fa lo stesso!

Un blog aperto da poco più di una settimana ha il chiarissimo titolo “The Worst of OSM”. Il suo intento è umoristico: andare alla ricerca di situazioni strane, curiose o divertenti nella mappa libera del mondo, e pubblicarle per farsi due risate. Di solito si tratta di errori, o di importazioni finite male. Il motto la dice lunga: Everyone edits, but not everyone thinks (“Tutti fanno modifiche, ma non tutti pensano”). Leggi tutto…

Memoria toponomastica

Cremona - Via Lungastretta (curiosità toponomastica)

Come molti sapranno, la toponomastica è lo studio dei nomi attribuiti ai luoghi, e per estensione indica i nomi stessi. Dare un nome alle cose e ai luoghi è un’esigenza pratica di indubbia utilità e necessità, ma nella toponomastica, e in particolare quella urbana, si segue da sempre una prassi interessante: quella di intitolare strade e piazze a persone o eventi di rilevanza locale, nazionale o mondiale.

In un certo senso, questa pratica mi riporta alla mente Foscolo e il suo Dei sepolcri. Il poeta, fervente sostenitore dell’Illuminismo e della sua filosofia materialista, cerca risposta alle eterne domande che il razionalismo ateo lasciava irrisolte, interrogandosi sul motivo e sullo scopo della nostra esistenza terrena, destinata inevitabilmente a sparire nel nulla; la conclusione a cui giunge è che i sepolcri, intesi inizialmente come simbolo della superstizione religiosa, servono in realtà a prolungare nei posteri il ricordo delle nostre azioni, dei nostri sentimenti, insomma di ciò che siamo stati. Ecco perché vivere, e soprattutto vivere virtuosamente: per ispirare le generazioni future con le nostre gesta, piccole e grandi, e per poter così sopravvivere alla fine del nostro corpo materiale.

Allo stesso modo, ogni riconoscimento, anche quello più piccolo, costituisce un piccolo foscoliano sepolcro con il quale far vivere nei secoli il nostro nome. E proprio per questo si sceglie accuratamente a chi dedicare una via; per quanto possa sembrare l’ultima stradina della città, persa nel mucchio di un nuovo quartiere residenziale e magari ancora non asfaltata, oppure smarrita nel dedalo di vicoli di un centro storico medievale, essa ricorda a chi passa un uomo, un’idea, un’azione più o meno gloriosa, o magari un’infamia da non dimenticare.

Il significato della Storia

L’anno scorso, nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Museo Leone di Vercelli ha organizzato una mostra alla quale avevo già accennato a suo tempo: Gli eroi dimenticati parlava degli eventi risorgimentali, dai moti insurrezionali del 1821 che avrebbero infine portato all’emanazione dello Statuto Albertino, fino alle guerre d’indipendenza con le quali il Regno di Sardegna unificò l’Italia. In particolare, lo faceva con uno sguardo molto attento agli eventi locali del Vercellese, regione di confine con la Lombardia austriaca, che forse proprio per questo sentì particolarmente la pressione della storia e non mancò di fornire personaggi illustri, sia tra i rivoluzionari provenienti dal popolo sia tra gli statisti e i politici (vogliamo ricordare un certo Cavour?). Molti di quei nomi li ritroviamo oggi nello stradario del capoluogo e di altri Comuni.

Ho così deciso di aprire questa rubrica, Memoria toponomastica, nella quale intendo compiere un giro storico-turistico tra le targhe e i cartelli che ormai siamo abituati quasi ad ignorare. Tutti sappiamo chi sono e cos’hanno fatto Garibaldi, Alessandro Volta o Niccolò Machiavelli, cos’è il Monte Rosa, o cos’è successo il 4 novembre 1918; ma attorno (letteralmente!) a questi grandi nomi ce ne sono decine di altri, più piccoli, meno noti, spesso conosciuti solo perché appiccicati ad una strada di passaggio. Proprio perché di questi “piccoli” non si perda memoria, proverò a ricostruirne le gesta, a tracciarne la storia, e a scoprire perché siano stati ritenuti degni di essere ricordati dai posteri.

Invito quindi voi lettori a segnalarmi una persona, un luogo, un evento al quale è stata dedicata anche la più piccola delle insegne, e del quale vogliate sapere di più, lasciandomi un commento su questo post o su uno di quelli che verranno!

Chiudo con una massima che ho ritrovato su un post relativo proprio al 4 novembre che ho citato poco fa:

I Caduti non muoiono sui campi di battaglia e non spariscono nei sacrari, ma soltanto quando sono dimenticati.

Una ricostruzione del naufragio della Costa Concordia

19 gennaio, 2012 2 commenti

Abbiamo ancora tutti negli occhi le immagini del naufragio della Costa Concordia. Riproposta centinaia di volte dai telegiornali e dai fotografi (quella a fianco, da Flickr, è di Roberto Vongher), l’imponente nave da crociera giace ora su un fianco, appoggiata in maniera non troppo stabile, da quanto sentiamo nelle ultime ore, sul fondale roccioso dell’Isola del Giglio.

DigitalGlobe, uno dei principali fornitori di immagini aeree, a cui si rivolge anche Google per mostrare lo sfondo di Google Maps, ha rilasciato nella sua galleria una foto del relitto ad alta risoluzione. (Fonte: Google Earth Blog)

Un altro importante contributo per renderci conto di cosa può essere successo viene dalla ricostruzione realizzata da Paul von Dinther, che qualche anno fa aveva creato alcuni modelli 3D di navi da crociera. Tra queste c’era anche la Costa Concordia; Paul ha quindi deciso di montare un breve video per mostrare in maniera schematica la dinamica dell’incidente.

Segnalo anche che su Openstreetmap è presente il relitto nella sua posizione attuale.

Mappe Garmin libere da Openstreetmap

Openstreetmap

Avevo già parlato di Openstreetmap su questo blog. Avevo accennato a come il progetto di una mappa libera del mondo renda possibile avere database aggiornati per il proprio navigatore, senza alcun costo aggiuntivo (al contrario delle mappe fornite dal produttore del dispositivo), ma non avevo descritto come. Le modalità specifiche variano in base al dispositivo e al software: ognuno, infatti, usa un formato proprietario (più o meno aperto), e quindi è necessario usare strumenti diversi per preparare i dati per ciascun equipaggiamento.

Nel caso dei navigatori Garmin, per fortuna, il procedimento è stato reso semplice dalla comunità olandese di OSM. Leggi tutto…

Il monumento a Vittorio Emanuele II a Vercelli

Vittorio Emanuele II

Ripropongo qui un piccolo servizio che avevo dedicato al monumento a Vittorio Emanuele II che si trova in piazza Pajetta a Vercelli. Ho notato che, mentre la statua del re, posta a diversi metri d’altezza, è piuttosto conosciuta e nota, al contrario i gruppi statuari e simbolici della base sono spesso ignorati. Forse è per via della conformazione stessa della piazza, che fa sì che non ci si trovi spesso ai piedi del monumento.

Il monumento a Vittorio Emanuele II a Vercelli rappresenta – ovviamente – il primo Re d’Italia, posto sulla cima di un’alta colonna. Alla base della colonna si trova una celebrazione della storia risorgimentale, articolata in tre fasi intorno ad un piedistallo triangolare sulle cui facce si notano tre scudi, dedicati ad altrettante vittorie del Regno di Sardegna: Goito, Palestro e San Martino.

Italia ieri, Italia oggi

Ai vertici del triangolo sorgono invece tre statue femminili, che rappresentano l’Italia in tre momenti del Risorgimento: l’Italia sconfitta nella Prima Guerra d’Indipendenza (1849), quella vittoriosa e battagliera della Seconda (1859), e quella padrona di Roma dopo la breccia di Porta Pia (1870).

Il monumento, opera di Ercole Rosa, fu realizzato da Ercole Villa nel 1887. La statua del sovrano è in bronzo, e presenta piccole differenze rispetto al bozzetto originale, nel quale ad esempio Vittorio Emanuele aveva l’elmo in mano. È possibile vedere il bozzetto originale, tra le altre cose, alla mostra Gli eroi ritrovati al Museo Leone. Leggi tutto…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: