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Posts Tagged ‘scienza’

Matematica applicata: logaritmi e sensazioni

È ormai una (brutta) tradizione quella di pensare che la matematica sia una collezione di teorie astratte. La sufficienza con cui gli studenti liquidano la materia ricorda da vicino la volpe della favola di Fedro: la matematica non servirebbe a niente nella “vita vera”, e poi basta dire che non la si capisce.

In realtà, trovo che la definizione più sensata che sia mai stata data della matematica sia quella di Galileo, che elevando l’aritmetica e l’algebra a dignità scientifica sosteneva che la matematica fosse “il linguaggio che Dio ha usato per scrivere il libro della natura”. Il rapporto, dal punto di vista della didattica, mi sembra bidirezionale: la matematica ci aiuta a capire perché il mondo funziona nel modo in cui funziona, e guardare più a fondo i meccanismi dei fenomeni ci permette di concretizzare e più facilmente comprendere i concetti matematici.

Proprio in quest’ottica di “doppio scambio” tra comprensione sperimentale e teorica, oggi voglio parlare di come la nostra sensibilità sia perlopiù logaritmica. Weber e Fechner hanno compiuto approfondite ricerche su questo aspetto della nostra percezione; io voglio limitarmi a mostrare alcuni esempi immediati. Leggi tutto…

Vincere facile? La martingala, il double-bet e i casinò

4 aprile, 2013 3 commenti
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Un noto spot recita “ti piace vincere facile?”, ma in realtà si riferisce a giochi d’azzardo che non offrono proprio grandi probabilità di vincita. Un giorno per curiosità ho scritto un programmino che simulava milioni di estrazioni del famoso Win for Life, il primo gratta e vinci a mettere in palio un premio a vitalizio invece che in un’unica soluzione: i risultati sono stati, come ci si poteva aspettare, scoraggianti, con una probabilità di vincere il vitalizio nell’ordine di dieci alla meno tanto.

Eppure, esistono alcuni giochi d’azzardo nei quali si può vincere facile, o quasi. Per capire come, ci può venire in aiuto la matematica; ma facciamo il gioco al contrario, e vediamo prima come funziona uno dei metodi sicuri per vincere: il double-bet. Ma attenzione: come vedremo, il trucco c’è… quindi prima di fiondarvi al bancomat assicuratevi di leggere fino in fondo, e di capire perché l’unica scommessa sicura è quella che non si fa! Leggi tutto…

La corsa “infinita” di Achille e la tartaruga

Zenone di Elea

Platone diceva che Zenone era alto e di bell’aspetto. Sarà.

L’altra sera, da una discussione sulla data della Pasqua è nata un’interessante dissertazione che ha spaziato dalla letteratura alla filosofia alla storia e alla storia della religione e della scienza. Almeno, è stata interessante per me che l’ho raccontata; chi mi ascoltava perlomeno non si è addormentato, e spero non fosse solo perché era piuttosto su di giri per la rimonta dell’Inter. Comunque, sono tornato brevemente ai tempi della terza liceo quando mi sono trovato a parlare di Platone, Aristotele ed Epicuro, e di come a quei tempi tutti i campi del pensiero fossero raccolti sotto l’ombrello della filosofia. Come spesso mi accade, questo mi ha riportato alla mente Zenone di Elea e le sue teorie sul movimento.

Se è vero che un po’ tutta la filosofia precedente al Seicento ha sempre insistito sulla maggiore importanza delle cose spirituali e ideali rispetto a quelle materiali, Zenone fu il pensatore che più di tutti rimarcò la separazione tra i due mondi. Allievo di Parmenide, che sosteneva l’esistenza di un Essere che rappresenta la Verità assoluta e si contrappone all’illusorietà delle cose sensibili, egli si spinse un poco oltre la tesi del suo maestro. Fino a quel momento, il mondo materiale era stato descritto come in continuo mutamento e movimento, e una cosa che muta (si trasforma, si distrugge, diventa altro) non può essere così importante nell’ordine della natura. Beh, per Zenone non era abbastanza: per lui il movimento non esisteva, non era nient’altro che un’illusione dei nostri sensi fallaci e mendaci, puri ostacoli tra noi e l’Essere. E visto che detta così sembrava una fesseria, elaborò alcuni paradossi per dimostrare che il movimento era illusorio. Leggi tutto…

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