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Archive for ottobre 2011

Interventi tempestivi sulle stazioni ferroviarie!

ECBaselMilano

Essì che ho cercato di documentarmi, ma non sono riuscito a trovare niente: andrò quindi a memoria. Doveva essere l’inverno di quasi due anni fa, tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Un giorno arrivo alla stazione a Vercelli (ho la sfortuna di fare il pendolare a Milano) e trovo una delle rampe di scale per il binario 3 chiuse con il nastro bianco e rosso. Il motivo era che la copertura della banchina era stata intonacata con tutti i crismi, e quindi se ne erano staccati dei pezzi (chissà perché quando parlo di Trenitalia mi nasce sempre spontaneo un certo sarcasmo).

Cose che capitano, anche se non dovrebbero. Di solito si chiama un muratore e gli si fa mettere a posto il danno. Ma si sa che oggi fanno tutti ingegneria, e di muratori non se ne trovano più; quelli che si trovano vogliono pure essere pagati, e insomma, non è nei piani di Trenitalia far sì che il trasporto regionale sia decente, men che meno le stazioni (quella di Vercelli è gestita da Centostazioni). Però è disdicevole che i passeggeri dell’Eurostar Torino-Venezia rischino la vita – fino a prova contraria, l’Eurostar è l’unico treno che Trenitalia riesce a tenere bene – e allora ecco l’intervento provvisorio: una rete sotto la pensilina! Così i calcinacci cadono lo stesso, ma cadono nella rete! E la gente non se li prende in testa! Poi uno dice che non sono geniali!

Nel frattempo, non so se per la rete o no, capita che uno dei tubi che passano lungo la pensilina inizia a gocciolare. Non è proprio che perda: sembra quasi che il tubo raccolga la condensa, e una giunzione crei lo sbalzo necessario perché la goccia cada. Ma attenzione, non cade semplicemente sui passeggeri, sarebbe troppo semplice! Cade sulla ringhiera che circonda le scale del sottopassaggio, in modo che possa rompersi in una delicata pioggerellina e, in buona sostanza, bagnare un numero maggiore di persone.

Passano i mesi, le stagioni, e la rete – provvisoria – diventa parte integrante dell’architettura. Vengono fatti lavori che bloccano l’accesso alla sala d’attesa (non si nota la differenza), vengono installate due nuove biglietterie automatiche (qua la differenza si nota: uno sportello in meno, meno coda, e meno necessità di contatto (dis)umano con il personale Trenitalia), vengono cambiati gli infissi della sala d’attesa – alcuni ipotizzano persino che sia addirittura stato lavato il pavimento del sottopassaggio! Insomma un mucchio di lavori, ma la rete rimane.

Stamattina (addì 20 ottobre 2011!) nel sottopassaggio si poteva ammirare un bellissimo cartello (posto, tra l’altro, sopra ad un segnale di emergenza) che annunciava che “nei mesi di OTTOBRE-NOVEMBRE” saranno effettuati lavori sulla pensilina per riparare il soffitto. Miracolo! Dopo soli due anni! Si stappi lo champagne!

…ma un attimo… nei mesi di… “OTTOBRE-NOVEMBRE”?! Oggi è… il 20… di ottobre…

Lascia nei commenti la tua esperienza di ordinaria (mala) amministrazione!

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La (non) protezione da scrittura nelle schede SD

14 ottobre, 2011 1 commento
MicroSD MemoryCard 002

Cercando in rete la soluzione ad un problema con il mio navigatore GPS, sono incappato nel blog di un esperto di forensics, cioè tutti quei processi che permettono di recuperare dati dai dispositivi di memoria e scavare nelle tracce digitali di un indagato. Pur non trovando la risposta che cercavo, ho fatto una scoperta interessante.

Ormai abbiamo tutti presente una scheda di memoria SD. Sono quelle schedine che, utilizzate fino a qualche anno fa principalmente nelle fotocamere digitali, sono poi state usate, soprattutto nelle versioni Mini e Micro, in qualunque dispositivo portatile, dai cellulari ai lettori multimediali. Bene, queste schede (quelle di dimensioni normali, non le Mini e neanche le Micro) sono dotate di un piccolo switch meccanico, posto sul lato lungo, che permette di proteggere i dati dalla modifica, rendendo impossibile creare, modificare o cancellare il contenuto della SD.

In questo post (in inglese), l’autore racconta di come, per caso, gli sia capitata tra le mani una scheda SD dalla quale non si riuscivano a cancellare file. Dopo essersi accorto che mancava il cursore dello switch e aver verificato che la scheda era, di fatto, protetta dalla scrittura, si è lasciato prendere dalla curiosità e ha aperto la scheda.

La sorpresa è stata vedere che il chip di memoria (grosso circa un terzo della scheda) non è collegato allo switch; aprendo altre schede funzionanti, ci si accorge che lo switch non è mai collegato. E allora come mai lo switch impedisce effettivamente la scrittura?

La risposta è che la protezione è una funzione del lettore, non della scheda: basta guardare o aprire un lettore portatile di schede SD per vedere un bottoncino a molla in corrispondenza dello switch sulla scheda: se lo switch è in posizione “read/write” (quindi non protetta), il cursore preme il bottoncino, e il lettore “autorizza” la scrittura dei dati.

Lo switch sulla scheda, quindi, è in realtà un falso dispositivo di sicurezza: è infatti facile modificare un lettore in modo che la scrittura sia sempre abilitata, indipendentemente dalla posizione del cursore. Questo problema non si verifica con le schede MiniSD e MicroSD, nel senso che, su queste schede, lo switch non c’è affatto.

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