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Posts Tagged ‘monumenti’

Memoria toponomastica – Speciale: Leonida Robbiano e Adriano Tournon

Riprendo questa rubrica della quale avevo decretato la fine per mancanza di interesse, perché in questi giorni la cronaca vercellese riporta due notizie legate proprio alla toponomastica. Procederò con ordine. Leggi tutto…

Eusebio Bava, generale – Memoria toponomastica #3

Eusebio Bava
Foto tratta da Wikipedia

Il Generale Eusebio Bava viene ricordato a Vercelli, sua città natale, con una piccola via pedonale e con un monumento in piazza Cugnolio, sul retro del Liceo Scientifico, ma soprattutto di fronte alla ex caserma Garrone. Bava fu il comandante in capo dell’esercito sabaudo durante la Prima Guerra d’Indipendenza, nel 1848, e si è indubbiamente meritato un posto nei libri di storia.

Figlio di un orologiaio, Bava studiò alla Scuola Militare, ma presto la abbandonò per recarsi in Spagna a combattere nelle guerre napoleoniche. Prigioniero in Inghilterra, riuscì a fuggire e a tornare in Spagna, distinguendosi per il suo valore e le sue capacità a tal punto da essere nominato per la Legion d’Onore. Dopo la caduta di Napoleone tornò in Piemonte insieme ai soldati che comandava, e fu accolto da Vittorio Emanuele I che mirava a ricostruire l’indebolito esercito del Regno di Sardegna.

La sua fama è però indubbiamente legata alle vicende della guerra del 1848. Re Carlo Alberto lo pose a comando di un esercito che da troppo tempo non combatteva, se non per sedare le ribellioni e le insurrezioni civili del 1821. Bava, che si riteneva castrato dalla mancanza di un effettivo potere decisionale e dai limiti oggettivi della cultura bellica piemontese, riuscì comunque a condurre gli attacchi vittoriosi sul Mincio, prendendo Peschiera e giungendo fino alle porte di Verona e di Mantova. Egli mancò tuttavia di portare l’affondo incisivo e definitivo che pure il feldmaresciallo Radetzky temeva, e questi ebbe il tempo di riprendersi e ricacciare i piemontesi oltre il Ticino.

Il Re, che per tutta la durata della guerra aveva mantenuto un atteggiamento ambiguo e incerto riguardo alla direzione dell’esercito (che tenne un po’ per sé, affidò prima a Bava, poi al ministro Franzini, poi informalmente a Bava, infine di nuovo a se stesso), dopo l’armistizio chiese ai generali di presentare al Parlamento e ai Ministri una relazione sull’andamento della campagna. Bava, uomo indubbiamente di grande competenza e carattere, non esitò a scrivere una puntuale critica del modo di condurre le operazioni e della indegna preparazione dell’esercito ad ogni livello. La commissione ministeriale, viste le accuse esplicite al sovrano, rispose attribuendo al generale le colpe del fallimento, ed egli per tutta risposta diede alle stampe la sua relazione, con tanto di documenti allegati. Leggi tutto…

Il monumento a Vittorio Emanuele II a Vercelli

Vittorio Emanuele II

Ripropongo qui un piccolo servizio che avevo dedicato al monumento a Vittorio Emanuele II che si trova in piazza Pajetta a Vercelli. Ho notato che, mentre la statua del re, posta a diversi metri d’altezza, è piuttosto conosciuta e nota, al contrario i gruppi statuari e simbolici della base sono spesso ignorati. Forse è per via della conformazione stessa della piazza, che fa sì che non ci si trovi spesso ai piedi del monumento.

Il monumento a Vittorio Emanuele II a Vercelli rappresenta – ovviamente – il primo Re d’Italia, posto sulla cima di un’alta colonna. Alla base della colonna si trova una celebrazione della storia risorgimentale, articolata in tre fasi intorno ad un piedistallo triangolare sulle cui facce si notano tre scudi, dedicati ad altrettante vittorie del Regno di Sardegna: Goito, Palestro e San Martino.

Italia ieri, Italia oggi

Ai vertici del triangolo sorgono invece tre statue femminili, che rappresentano l’Italia in tre momenti del Risorgimento: l’Italia sconfitta nella Prima Guerra d’Indipendenza (1849), quella vittoriosa e battagliera della Seconda (1859), e quella padrona di Roma dopo la breccia di Porta Pia (1870).

Il monumento, opera di Ercole Rosa, fu realizzato da Ercole Villa nel 1887. La statua del sovrano è in bronzo, e presenta piccole differenze rispetto al bozzetto originale, nel quale ad esempio Vittorio Emanuele aveva l’elmo in mano. È possibile vedere il bozzetto originale, tra le altre cose, alla mostra Gli eroi ritrovati al Museo Leone. Leggi tutto…

Il monumento dimenticato al Reggimento “Cremona”

28 marzo, 2011 30 commenti

Tra la Giornata Nazionale del FAI, la presentazione del libro di Sgarbi, e una città che va riscoperta col naso per aria, sabato sono stato in giro tutto il pomeriggio – e ho avuto il mirino appoggiato sull’occhio piuttosto a lungo. Mentre fotografavo una targa dedicata ai fratelli Garrone, eroi vercellesi della prima guerra mondiale, un passante (del quale conosco solo il nome, Giovanni, e che ringrazio) mi ha segnalato un monumento militare nell’ex caserma Garrone. La caserma, che ospitava il 3° Gruppo Artigliera campale “Pastrengo”, fu chiusa nel 1991, e da allora più volte il Comune di Vercelli ha cercato di acquistarla per destinarla prima al Politecnico di Torino e poi all’ITIS “Faccio”, ma senza successo. Lo stabile è ancora proprietà del Ministero della Difesa, ma da qualche anno il cortile interno è stato adibito a parcheggio gratuito.

Proprio in fondo al parcheggio, quasi a ridosso dell’edificio della caserma, si trova un piccolo giardino, circondato da alberi e con un percorso lastricato nel centro. In mezzo a questi alberi ricoperti d’edera e al terreno cosparso di foglie, è possibile, con un occhio attento e un po’ di fantasia, scorgere il monumento. Si tratta di una lapide con un cippo, sul quale è incisa la dedica Ai caduti 22° Rgt. Fanteria “Cremona”.

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