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Interventi tempestivi sulle stazioni ferroviarie!

ECBaselMilano

Essì che ho cercato di documentarmi, ma non sono riuscito a trovare niente: andrò quindi a memoria. Doveva essere l’inverno di quasi due anni fa, tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Un giorno arrivo alla stazione a Vercelli (ho la sfortuna di fare il pendolare a Milano) e trovo una delle rampe di scale per il binario 3 chiuse con il nastro bianco e rosso. Il motivo era che la copertura della banchina era stata intonacata con tutti i crismi, e quindi se ne erano staccati dei pezzi (chissà perché quando parlo di Trenitalia mi nasce sempre spontaneo un certo sarcasmo).

Cose che capitano, anche se non dovrebbero. Di solito si chiama un muratore e gli si fa mettere a posto il danno. Ma si sa che oggi fanno tutti ingegneria, e di muratori non se ne trovano più; quelli che si trovano vogliono pure essere pagati, e insomma, non è nei piani di Trenitalia far sì che il trasporto regionale sia decente, men che meno le stazioni (quella di Vercelli è gestita da Centostazioni). Però è disdicevole che i passeggeri dell’Eurostar Torino-Venezia rischino la vita – fino a prova contraria, l’Eurostar è l’unico treno che Trenitalia riesce a tenere bene – e allora ecco l’intervento provvisorio: una rete sotto la pensilina! Così i calcinacci cadono lo stesso, ma cadono nella rete! E la gente non se li prende in testa! Poi uno dice che non sono geniali!

Nel frattempo, non so se per la rete o no, capita che uno dei tubi che passano lungo la pensilina inizia a gocciolare. Non è proprio che perda: sembra quasi che il tubo raccolga la condensa, e una giunzione crei lo sbalzo necessario perché la goccia cada. Ma attenzione, non cade semplicemente sui passeggeri, sarebbe troppo semplice! Cade sulla ringhiera che circonda le scale del sottopassaggio, in modo che possa rompersi in una delicata pioggerellina e, in buona sostanza, bagnare un numero maggiore di persone.

Passano i mesi, le stagioni, e la rete – provvisoria – diventa parte integrante dell’architettura. Vengono fatti lavori che bloccano l’accesso alla sala d’attesa (non si nota la differenza), vengono installate due nuove biglietterie automatiche (qua la differenza si nota: uno sportello in meno, meno coda, e meno necessità di contatto (dis)umano con il personale Trenitalia), vengono cambiati gli infissi della sala d’attesa – alcuni ipotizzano persino che sia addirittura stato lavato il pavimento del sottopassaggio! Insomma un mucchio di lavori, ma la rete rimane.

Stamattina (addì 20 ottobre 2011!) nel sottopassaggio si poteva ammirare un bellissimo cartello (posto, tra l’altro, sopra ad un segnale di emergenza) che annunciava che “nei mesi di OTTOBRE-NOVEMBRE” saranno effettuati lavori sulla pensilina per riparare il soffitto. Miracolo! Dopo soli due anni! Si stappi lo champagne!

…ma un attimo… nei mesi di… “OTTOBRE-NOVEMBRE”?! Oggi è… il 20… di ottobre…

Lascia nei commenti la tua esperienza di ordinaria (mala) amministrazione!

Trenitalia e l’ora legale

Parafrasando Gioele Dix, io sono un pendolare, uso il treno per andare a lavorare, e in quanto tale… Non passa settimana (a volte giorno) senza che Trenitalia ne combini una delle sue. Una gag ricorrente (perché, diciamocelo, non può essere un errore sincero, ci deve essere dell’ironia dietro) è quella degli orologi regolati a caso, compreso quello del grande tabellone digitale nella sala d’attesa, che, in quanto digitale, uno pensa che sia sempre puntuale, o perlomeno facile da sistemare. Non è così, a quanto pare, visto che non solo i vecchi orologi a lancette sui binari sono spesso sbagliati e quasi sempre discordi tra di loro (mi dissero, una volta, che “bisogna far venire l’operaio” per regolarli), ma anche quello della sala d’attesa segna talvolta le 03:21 quando in realtà sono le otto meno un quarto.

Come ben sappiamo, tra sabato e domenica è entrata in vigore l’ora legale. Stamattina entrando in stazione stavo già pregustando orologi indietro di un’ora, quand’ecco che butto l’occhio sul tabellone elettronico e vedo che segna… (rullo di tamburi…) le 08:41! Incredibile, siore e siori, un altro entusiasmante numero da chi non cessa mai di stupirci! Ben più banali, gli orologi sui binari segnavano invece l’ora giusta.

Cosa può essere successo? La mia ricostruzione è che si siano sommati l’intervento di un ferroviere zelante (ma… esisterà?!) e quello di un sistema automatico, cosicché alla fine si è andati avanti di due ore. Il risultato è che oggi (e fino a chissà quando) la stazione di Vercelli risiede non nel fuso orario UTC+2 (Roma, ora legale), ma UTC+3: Sofia, ora legale. I colori della bandiera sono simili, forse si sono solo confusi, con tutti questi tricolori appesi ai balconi. Buon viaggio, con Trenbulgaria!

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