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Il mare a quadretti, eroe nazionale

Mare a quadretti

Il distretto del riso piemontese copre una vasta area, dalla Dora Baltea fino al Sesia e oltre. La coltura del riso giunse nelle terre tra il Vercellese e il Canavese già nel XV secolo, ma fa soprattutto nel tardo Settecento e nell’Ottocento che ebbe luogo la sistematica trasformazione dell’ambiente che creò la fitta rete di canali, fossi e argini che ancora oggi caratterizza l’aspetto delle campagne da Chivasso a Novara. Uno dei principali promotori di questa opera fu il conte Camillo Benso di Cavour, che, anche in virtù delle sue origini trinesi, fu coinvolto prima come imprenditore e poi come ministro del Regno di Sardegna, del quale ricoprì anche la carica di Ministro dell’Agricoltura. Proprio Cavour fu impegnato nella creazione del canale che da lui prende il nome: progettato dall’ingegner Carlo Noè sulla base dell’idea di Francesco Rossi, esso costituisce la spina dorsale della rete di canali irrigui che permettono l’allagamento delle risaie tra la fine di aprile e il mese di maggio.

Le campagne allagate creano un incredibile effetto paesaggistico, che i primi immigrati meridionali, non abituati alla vista, definirono “mare a quadretti”. La distesa d’acqua, interrotta soltanto dagli argini e dalle strade, crea uno specchio in cui le cascine, i pali della luce, il cielo e il sole sembrano sospesi. Molto meno romantico è un altro aspetto ben noto agli abitanti delle “terre d’acqua”, che offrono l’ambiente ideale per l’incubazione delle uova di zanzara.

Ma forse non tutti sanno che le risaie del Vercellese, oltre al loro importante ruolo economico-ambientale, furono protagoniste anche nella storia del Risorgimento. Di fatto, in un episodio cruciale salvarono le sorti non solo della guerra, ma dello stesso Regno di Sardegna. Leggi tutto…

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