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Archive for the ‘Internet e tecnologia’ Category

Operazioni non distruttive in Photoshop

La cronologia delle operazioni effettuate è uno strumento molto utile, che permette di tornare sui propri passi e rimediare ad un errore che si è commesso. In Photoshop questa funzione è svolta dal pannello Storia, grazie al quale si può saltare liberamente da una versione all’altra. Anzi, usando il Pennello Storia (non confondiamo il pannello con il pennello) è persino possibile far riemergere selettivamente alcune parti di una versione selezionata.

Tuttavia, in alcuni casi anche la storia non è abbastanza per soddisfare il nostro desiderio di modificare liberamente. Supponiamo ad esempio di aver fatto una cosa sbagliata seguita da sei giuste: per annullare l’errore dovremmo anche annullare le modifiche successive. A volte il Pennello Storia ci può aiutare, ma non sempre.

Questo accade quando il nostro modo di lavorare è ricco di operazioni distruttive, cioè interventi che vengono applicati all’immagine e che non è più possibile cambiare, ma soltanto annullare e rifare. Di seguito mostrerò alcune tecniche per lavorare in Photoshop in maniera non distruttiva, il che ci permetterà di modificare ogni singola trasformazione in qualunque momento, cambiare l’ordine e la forza delle trasformazioni, cambiare l’area a cui si applicano… Potremmo persino fare un prototipo veloce dell’effetto che vogliamo ottenere, verificando se ci piace prima di procedere a fare ritagli più precisi o regolazioni più fini. Leggi tutto…

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Una calcolatrice ci seppellirà

Avevo già pronto un altro argomento per il post di oggi, ma non ho potuto fare a meno di cambiare idea quando ho letto questo articolo della CNN. Prende spunto da una e-mail inviata ad alcuni giornalisti da Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, due professori di economia, laureati ad Harvard, che è un po’ come dire che esiste ben poco di meglio al mondo. Nella lettera i due professori ammettono che i risultati a cui sono giunti in un loro studio potrebbero essere sbagliati, e che quindi non è così certo che un forte indebitamento pubblico sia strettamente legato a bassi livelli di crescita.

È senz’altro bello scoprire che due figure di tale importanza in campo economico ammettono candidamente il loro errore, invece di trincerarsi dietro alla loro autorità e coprire le lacune del loro studio con mille scuse come avrebbero potuto fare persone meno oneste. Quello che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia è il motivo dell’errore. Lo scrivo su un paragrafo a parte perché merita:

Hanno sbagliato a mettere le formule in Excel.

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Troviamo un vaccino per…

…i libri

I nostri genitori avevano preoccupazioni più gravi, a cominciare dalle malattie che oggi si evitano con un vaccino. I nostri avi poi erano costretti a considerare la morte dei figli un fatto non eccezionale, anzi da mettere in conto (mia bisnonna, che ho avuto la fortuna di conoscere, diceva che per tutta la vita il suo primo pensiero al risveglio è stato il figlio morto bambino). Noi viviamo in un’epoca infinitamente più fortunata (anche se alcune famiglie conoscono il dolore degli ospedali infantili). Ma dobbiamo fronteggiare insidie un tempo sconosciute. La vera piaga dell’infanzia e dell’adolescenza di oggi sono i libri. Alcuni sono violenti, razzisti, orribili. Altri sono suadenti, seducenti, affascinanti (ce n’è uno che racconta come sopravvivere in una foresta boreale in armonia con la natura, curando animali malati e facendo nascere i cuccioli). Quindi i libri non sono tutti uguali, e non rappresentano un male in sé. Tutti però proiettano i nostri figli al di fuori di se stessi, e rischiano di farne degli alienati. Come una droga, li allontanano dallo studio, dai giochi elettronici, persino dalla tv. Film che a noi sono sembrati un fuoco di fila di trovate, da Piccolo grande uomo alla saga di Indiana Jones, a loro sembrano lenti e troppo lunghi, loro che leggono la trilogia del Signore degli Anelli in due ore e venti. Pare passata un’era geologica dai primi libri, quelli con le pagine in formato cartaceo che apparivano così facili da sfogliare. Invece le pagine si sono riprodotte ed evolute e non ci tagliano più le dita. Ma vogliono rapirci i figli. Senza che noi genitori si disponga di un manuale, di un antidoto, di un vaccino per respingerli, o almeno per somministrarli a piccole dosi.

…i fenomeni atmosferici

I nostri genitori avevano preoccupazioni più gravi, a cominciare dalle malattie che oggi si evitano con un vaccino. I nostri avi poi erano costretti a considerare la morte dei figli un fatto non eccezionale, anzi da mettere in conto (mia bisnonna, che ho avuto la fortuna di conoscere, diceva che per tutta la vita il suo primo pensiero al risveglio è stato il figlio morto bambino). Noi viviamo in un’epoca infinitamente più fortunata (anche se alcune famiglie conoscono il dolore degli ospedali infantili). Ma dobbiamo fronteggiare insidie un tempo sconosciute. La vera piaga dell’infanzia e dell’adolescenza di oggi sono i fenomeni atmosferici. Alcuni sono violenti, orribili, razzisti: perché mai la siccità dovrebbe colpire preferibilmente le popolazioni nere dell’Africa sahariana? Altri sono suadenti, seducenti, affascinanti (ce n’è uno che consiste nel far cadere una leggera pioggerellina dal cielo, curando animali malati e facendo nascere i cuccioli). Quindi i fenomeni atmosferici non sono tutti uguali, e non rappresentano un male in sé. Tutti però proiettano i nostri figli al di fuori di se stessi, li fanno guardare per aria per intuire che cosa succederà, e rischiano di farne degli alienati. Come una droga, li allontanano dallo studio, dalla lettura, persino dalla tv. Film che a noi sono sembrati un fuoco di fila di trovate, da Piccolo grande uomo alla saga di Indiana Jones, a loro sembrano lenti e troppo lunghi al confronto di un tornado tropicale. Pare passata un’era geologica dai primi fenomeni atmosferici, quelli con i fiocchi di neve che apparivano così facili da sciogliere e spazzare. Invece i fiocchi di neve si sono riprodotti ed evoluti. E vogliono rapirci i figli. Senza che noi genitori si disponga di un manuale, di un antidoto, di un vaccino per respingerli, o almeno per somministrarli a piccole dosi.

…i giornalisti superficiali e populisti

I nostri genitori avevano preoccupazioni più gravi, a cominciare dalle malattie che oggi si evitano con un vaccino. I nostri avi poi erano costretti a considerare la morte dei figli un fatto non eccezionale, anzi da mettere in conto (mia bisnonna, che ho avuto la fortuna di conoscere, diceva che per tutta la vita il suo primo pensiero al risveglio è stato il figlio morto bambino). Noi viviamo in un’epoca infinitamente più fortunata (anche se alcune famiglie conoscono il dolore degli ospedali infantili). Ma dobbiamo fronteggiare insidie un tempo sconosciute. La vera piaga dell’infanzia e dell’adolescenza di oggi sono i giornalisti superficiali e populisti. Alcuni sono violenti, razzisti, orribili. Altri sono suadenti, seducenti, affascinanti (ce n’è uno che consiste nel fare un’inchiesta su come si compone uno zoo, curando animali malati e facendo nascere i cuccioli). Quindi i giornalisti superficiali e populisti non sono tutti uguali, e non rappresentano un male in sé. Tutti però proiettano i nostri figli al di fuori di se stessi, e rischiano di farne degli alienati. Come una droga, li allontanano dallo studio, dalla lettura, persino dalla tv. Film che a noi sono sembrati un fuoco di fila di trovate, da Piccolo grande uomo alla saga di Indiana Jones, a loro sembrano lenti e troppo lunghi, privi di scoop e di sensazionalismo. Pare passata un’era geologica dai primi giornali, quelli con gli articoli scadenti che apparivano così facili da cestinare. Invece gli articoli scadenti si sono riprodotti ed evoluti. E vogliono rapirci i figli. Senza che noi genitori si disponga di un manuale, di un antidoto, di un vaccino per respingerli, o almeno per somministrarli a piccole dosi.

…chi parla a vanvera

Cosa succede all'informazione quando se ne toglie un pezzo?

No, non sono impazzito. Ma Aldo Cazzullo, una di quelle voci che rendono autorevole il Corriere della Sera, e che si ritengono autorevoli perché scrivono sul Corriere della Sera, a quanto pare sì. Ha deciso di ignorare i sacri vincoli di oggettività che dovrebbero governare la sua professione e di abbandonarsi al becero populismo di denuncia, sicuro di raccogliere consensi soprattutto nel pubblico adulto e femminile che legge l’inserto nel quale si pubblica questo articolo. Per onestà intellettuale e per prendere le distanze non dovrei neanche mettere un collegamento, ma siccome ci tengo a rispettare la legge non scritta secondo la quale le fonti si citano, eccolo qui. Leggi tutto…

Il Repost del Lunedì – Le Dieci: Il mondo in classifiche

Le Dieci | Il mondo in classifiche.

“Le Dieci” è il nome di un divertente sito web che permette a tutti di dedicarsi a quello che sembra lo sport degli ultimi anni: fare le classifiche e le liste delle N cose che…

Su ledieci.net potrete dunque trovare “le dieci battute che non fanno ridere”, “le dieci regole di un musicista di strada”, e “le dieci volte in cui un egocentrico non resiste e si guarda allo specchio”. Ogni punto della lista può essere corredato da una immagine, e il tutto è presentato in una bella pagina dinamica che si può navigare coi tasti freccia.

Le classifiche sono create unicamente dallo staff, ma potete mandare le vostre idee grazie a “Le tue dieci“.

Buon divertimento, e arrivederci a lunedì prossimo con un altro Repost!

Stupid, Pointless, Annoying Misconception

No-spam

Avete un indirizzo di posta elettronica da più di dieci giorni? Allora avete almeno una vaga idea di cosa sia la/lo spam. Come spesso accade per le parole straniere, non è ben chiaro se in italiano si debba considerare il termine maschile o femminile; io preferisco usare il maschile, e presto capirete il perché.

Per semplificare un concetto che diventa sempre più vasto, lo spam è quella pletora di messaggi indesiderati, perlopiù con intenti commerciali e pubblicitari, che vi possono infastidire nella casella e-mail, sui siti che visitate, e persino sui social network. Esistono alcune classificazioni informali, in base al motivo che sta alla base della comunicazione indesiderata; ad esempio, molti di questi messaggi nascondono anche un tentativo di scam, cioè una truffa – e si noti che il termine “scam” non è affatto legato al termine “spam”. In altri casi, la truffa prende il nome di phishing, che è il tentativo di prendere all’amo un pesce, cioè un fish, poi storpiato in phish per aggirare le ricerche automatiche che venivano effettuate ai tempi pionieristici di ARPANet.

Non sempre però lo spam ha natura fraudolenta o commerciale. Da tempo ormai si indica come spam qualunque messaggio non richiesto e indesiderato, compresi i post sui social network che inquinano un newsfeed facendoci perdere traccia di quei contenuti ai quali invece siamo interessati. In questo senso, lo spam può essere considerata simile al rumore di un canale di comunicazione, cioè tutta quella parte di segnale indistinguibile dal messaggio che si vuole trasmettere e che copre il messaggio stesso, rendendone difficile la corretta ricezione.

Per racchiudere tutti questi significati si è scelta appunto la parola “spam”. Ma cosa significa “spam”? Leggi tutto…

Yongnuo Speedlite YN560-II: recensione flash per Canon

Yongnuo YN560-II

Vista posteriore

Uno dei miei regali di Natale, anzi, il regalo della mia fotografa preferita, è stato un flash per la mia Canon 550D. Voglio fare una recensione di questo Yongnuo Speedlite YN560-II, perché ammetto di essere stato molto ingiusto con questo flash, ma dopo averlo conosciuto un po’ meglio ho dovuto ricredermi.

Come chi segue questo blog già sa, io non sono un grande esperto di fotografia, e non sono certo un professionista: sono un appassionato che, da buon ingegnere, cerca di informarsi il più possibile sui suoi hobby. In particolare, la mia esperienza con i flash fino a qualche giorno fa si era limitata esclusivamente al minuscolo flash incorporato nel corpo macchina. La mia posizione nei confronti del flash era abbastanza negativa: anche per via delle limitazioni dell’unità incorporata, tutte le foto che scattavo col flash risultavano piatte, finte, e non avevo alcuna possibilità di intervenire con regolazioni o espedienti creativi.

Intendiamoci, mi era chiaro già da prima che l’illuminazione fosse uno degli elementi più importanti del processo fotografico, forse il più importante. In fondo, scattare una fotografia significa catturare la luce, e se negli studi sono presenti fari, lampeggianti e accessori per migliaia di euro è evidente che quello dello strobista non è un mestiere del tutto inutile.

D’altro canto, pur essendo un principiante del settore avevo in mente alcune caratteristiche che desideravo nel mio primo flash, quando un giorno l’avrei acquistato. Ho quindi cercato di raccogliere più informazioni possibile, in particolare su quella che sembra la feature più complicata dei flash: il controllo wireless. Mi sembrava infatti importante che il lampo non dovesse provenire da un punto posto esattamente sopra la camera. Dopo aver condiviso le poche cose che ero riuscito a capire con la fotografa più vicina a me, ella ha deciso di procedere al regalo di questa unità: lo Yongnuo Speedlite YN560-II. Leggi tutto…

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OpenStreetMap Italia è su Facebook

Alcuni volontari di OpenStreetMap hanno deciso di portare su Facebook i pregi della mappa collaborativa più grande del mondo! Sulla pagina dedicata potrete trovare immagini, informazioni ed eventi, relativi all’Italia e ai suoi mappatori ma non solo. Se siete iscritti a Facebook, non dimenticate di mettere “Mi piace” alla pagina!

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