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Operazioni non distruttive in Photoshop

La cronologia delle operazioni effettuate è uno strumento molto utile, che permette di tornare sui propri passi e rimediare ad un errore che si è commesso. In Photoshop questa funzione è svolta dal pannello Storia, grazie al quale si può saltare liberamente da una versione all’altra. Anzi, usando il Pennello Storia (non confondiamo il pannello con il pennello) è persino possibile far riemergere selettivamente alcune parti di una versione selezionata.

Tuttavia, in alcuni casi anche la storia non è abbastanza per soddisfare il nostro desiderio di modificare liberamente. Supponiamo ad esempio di aver fatto una cosa sbagliata seguita da sei giuste: per annullare l’errore dovremmo anche annullare le modifiche successive. A volte il Pennello Storia ci può aiutare, ma non sempre.

Questo accade quando il nostro modo di lavorare è ricco di operazioni distruttive, cioè interventi che vengono applicati all’immagine e che non è più possibile cambiare, ma soltanto annullare e rifare. Di seguito mostrerò alcune tecniche per lavorare in Photoshop in maniera non distruttiva, il che ci permetterà di modificare ogni singola trasformazione in qualunque momento, cambiare l’ordine e la forza delle trasformazioni, cambiare l’area a cui si applicano… Potremmo persino fare un prototipo veloce dell’effetto che vogliamo ottenere, verificando se ci piace prima di procedere a fare ritagli più precisi o regolazioni più fini.

Pannello dei Livelli (Photoshop)

Il pannello dei Livelli

1. Livelli e opzioni di fusione

L’importanza dei livelli è fondamentale, come vedremo anche nel prossimo suggerimento. Mettendo una parte di un’immagine (sia una fotografia sia un’opera di design) in un livello separato, ci stiamo garantendo la possibilità di modificarla, ridimensionarla, spostarla a piacimento senza alterare gli altri livelli. Ma non solo: l’ordine dei livelli può essere scambiato liberamente, semplicemente trascinandoli nel pannello. Inoltre, è possibile regolare l’opacità di un livello, e anche in questo caso possiamo intervenire tutte le volte che vogliamo. Infine, rendere visibile o invisibile un livello ci permette di vedere rapidamente se una certa modifica serve o se può essere scartata (ma non necessariamente distrutta definitivamente!). Tutte le modifiche alla struttura dei livelli (nomi, opacità, posizione, visibilità) vanno a finire nella storia, e usando Ctrl-Z possiamo annullare e rifare l’ultima modifica, ottenendo così una visualizzazione prima/dopo molto comoda.

Non dimentichiamo poi le opzioni di fusione: grazie ad esse, si può fondere il livello con quelli sottostanti utilizzando alcune trasformazioni specifiche. Personalmente, trovo molto utile la fusione Luce Soffusa: creando un livello di luce soffusa sopra a un’immagine, è possibile ottenere effetti del tutto simili agli strumenti Scherma (dipingendo in bianco) e Brucia (dipingendo in nero), ma ovviamente in maniera non distruttiva.

Infine, i gruppi di livelli sono, in pratica, dei livelli che contengono altri livelli. Cambiando l’opacità di un gruppo, rendo semitrasparenti tutti i livelli che contiene, senza modificare l’opacità di ognuno (questo vale per tutte le altre trasformazioni). È davvero più facile farlo che dirlo!

2. Maschere

Una maschera è un’immagine monocromatica che indica quali parti del livello debbano essere fuse con i livelli sottostanti: dove c’è bianco il livello viene fuso, dove c’è nero il livello viene ignorato (e ovviamente il grigio mantiene parzialmente il livello). Immaginate che in corrispondenza delle parti nere di una maschera il livello venga cancellato – ma senza essere veramente eliminato! Se voglio far tornare visibile una parte che avevo mascherato, mi basterà dipingere sulla maschera con il pennello bianco (o grigio).

Per aggiungere una maschera ad un livello ci sono alcuni modi diversi. Il modo più semplice è cliccare sul bottone della maschera nel pannello dei livelli (guardate nella piccola barra che c’è in fondo al pannello): questo creerà una maschera completamente bianca, che è esattamente l’impostazione di default (livello tutto visibile). Se invece sappiamo già quale parte dell’immagine dovrà essere visibile nella maschera, allora selezioniamo quell’area e solo dopo, con la selezione attiva, creiamo la maschera: la maschera così creata sarà bianca dove c’è la selezione e nera altrove.

Maschera attiva (Photoshop)

Ecco come appare la miniatura della maschera attiva

Una cosa che può creare un po’ di confusione è che la maschera non è di per sé visibile. Il contenuto della maschera viene modificato quando la maschera è attiva (la sua miniatura è bordata, mentre quella del livello non lo è), ma di solito non viene mostrato (miniatura a parte). Per rendere visibile la maschera, bisogna cliccare sulla sua miniatura tenendo premuto Alt; allo stesso modo si torna alla modalità standard, con il livello visibile.

Per prendere un poco di confidenza con le maschere, vi suggerisco questo esercizio: create un nuovo documento con uno sfondo blu, e aggiungete un livello che riempirete di rosso (con il distruttivo Secchiello, mica dobbiamo essere sempre non distruttivi! 🙂 ). A questo secondo livello aggiungete una maschera, e iniziate a dipingerla di nero con pennelli di varia opacità e durezza: in un attimo capirete come funziona la maschera!

Pulsanti del pannello Livelli (Photoshop)

Schemino riassuntivo dei pulsanti presenti in basso nel pannello dei Livelli

3. Livelli di regolazione

Pensereste che alcune modifiche debbano comunque essere distruttive. Ad esempio, applicare lo strumento Curve ad un livello: dal menù Immagine > Regolazioni > Curve possiamo aprire una finestra nella quale indichiamo la trasformazione da effettuare, e dopo aver visto l’anteprima la confermiamo – in maniera distruttiva (se voglio cambiare le curve, devo annullare e rifare).

Beh, in realtà non è così: quasi tutte le funzioni di quel menù hanno infatti una controparte non distruttiva. Esiste infatti un particolare tipo di livello, il livello di regolazione: creando un livello di regolazione Curve, aggiungeremo nella pila di livelli un livello speciale che contiene i parametri della trasformazione, gli stessi che imposteremmo dal menù. Tuttavia, questi parametri vengono memorizzati in un livello, e questo livello può essere spostato nella pila, reso visibile o nascosto, se ne può cambiare l’opacità (cioè ridurre l’intensità della trasformazione, senza neanche bisogno di cambiare la trasformazione stessa!), gli si può applicare una maschera, insomma gli si può fare tutto ciò che si può fare ad un normale livello.

Per aggiungere un livello di regolazione, dalla barra in basso nel pannello dei Livelli cliccate sull’iconcina del cerchietto diviso a metà: comparirà la lista delle possibili regolazioni. Tra le altre segnalo Luminosità e Contrasto, Curve, Livelli, Bianco e Nero e Filtro Fotografico.

4. Maschere di ritaglio

Le maschere di livello sono utilissime per fare ritagli di un’immagine senza buttare via la parte che non ci interessa: potrebbe interessarci dopo, o potremmo voler rifinire un ritaglio, oppure ci siamo accorti che abbiamo “ritagliato” via per sbaglio uno specchietto della Ferrari che abbiamo fotografato. Potrebbe però capitare di aver bisogno che due livelli separati abbiano la stessa maschera. Un modo per farlo è creare la maschera sul primo livello, poi trasformarla in selezione (cliccando la miniatura della maschera tenendo premuto Ctrl) e con quella selezione creare una nuova maschera sul secondo livello.

Questo metodo funziona, ma adesso abbiamo due maschere indipendenti: se cambio una l’altra rimane com’era, e io invece vorrei che i due livelli avessero proprio la stessa maschera. Ma questo non è possibile con le maschere di livello. Per fortuna, esiste un altro modo.

Cliccando col destro su un livello, si apre il menù contestuale. Cliccando su Crea maschera di ritaglio (disponibile solo se esiste un livello al di sotto di quello selezionato), il livello selezionato verrà spostato sulla destra (nel pannello Livelli) e comparirà una freccia rivolta in basso. Da questo momento, il livello sottostante sarà utilizzato come maschera del livello superiore; questa relazione è indicata dalla freccia, che punta verso la maschera. Il livello sottostante, inoltre, non sarà più fuso come era prima, sarà “invisibile” esattamente come se fosse una maschera.

Il grande vantaggio di una maschera di ritaglio rispetto a quelle di livello è che più livelli possono usare la stessa maschera di ritaglio. Se ho, dall’alto in basso, i livelli A, B, C, e D, D può fare da maschera di ritaglio a C, ma anche a B e ad A (ma A non può usare D come maschera a meno che non facciano lo stesso anche B e C). In questo modo, tutte le modifiche che faccio a D saranno applicate alla maschera di tutti i livelli che lo usano.

Maschera veloce (Photoshop)

Un esempio di selezione con la maschera veloce: la fiancata di questa Ferrari in miniatura è la parte selezionata.

5. Maschera veloce e selezioni avanzate

C’è ancora un’ulteriore metodo per creare un livello di regolazione con maschera: selezionando un’area dell’immagine prima di creare il livello di regolazione, a quest’ultimo sarà applicata una maschera corrispondente alla selezione (bianco dove è selezionato, nero fuori). Questo ha senso: se con quella selezione richiamassi la finestra delle Curve, l’effetto sarebbe applicato solo all’area selezionata, quindi è logico che anche i livelli di regolazione funzionino allo stesso modo.

Mettiamola in quest’altro modo. Potrei creare un livello di regolazione Curve, applicargli una maschera, e poi fonderlo col livello sottostante. Questa operazione, evidentemente, è distruttiva: è a tutti gli effetti come se avessi creato una selezione pari alla maschera e poi avessi applicato direttamente la trasformazione.

Grazie a questo esempio, possiamo capire che la selezione è come una “maschera veloce”, che applichiamo ad una trasformazione con un risultato distruttivo. In effetti le maschere e la selezione hanno molte cose in comune: in pratica ci dicono per ogni pixel dell’immagine quanto una certa trasformazione dev’essere applicata. Anche la selezione infatti può assumere valori intermedi tra “tutto” e “niente”: il confine che viene mostrato (le famose “formiche che camminano”) indica la soglia del 50% di selezione.

Ecco dunque spiegata l’essenza della modalità “maschera veloce”. Premendo Q, oppure il bottoncino in fondo alla barra degli strumenti, passeremo dalla modalità normale a quella “maschera veloce”. In quest’ultima, una maschera colorata (di solito rossa) ci indicherà quali pixel non sono selezionati (queste impostazioni sono comunque personalizzabili). In modalità maschera veloce, potremo dipingere e disegnare normalmente, ma ciò che modificheremo non sarà né l’immagine né una maschera: modificheremo direttamente l’area della selezione. La cosa divertente (beh, può dipendere dai punti di vista 🙂 ) è che in questa modalità potremo comunque usare gli strumenti di selezione, ma li useremo per applicare una trasformazione alla maschera veloce, cioè all’area selezionata. Uscendo dalla modalità maschera veloce (Q o il bottoncino) vedremo la nostra maschera rossa trasformarsi nella selezione desiderata!

Di nuovo, è più facile farlo che dirlo: premete Q, dipingete (magari con un pennello non duro) e premete di nuovo Q, e vi renderete conto di che cosa significa. Una cosa che dico sempre quando illustro la funzionalità è che per invertire la selezione ci sono due modi: o seleziono e poi faccio “Inverti Selezione” (Ctrl+Shift+I), oppure seleziono, vado in Maschera Veloce, inverto (Ctrl+I) ed esco dalla Maschera Veloce.

6. Oggetti Avanzati

Ora siamo in grado di fare quasi ogni cosa in maniera non distruttiva. Dico “quasi” perché manca ancora una parte piuttosto importante… i filtri! Se voglio applicare una sfocatura, sono proprio costretto a farlo in modo distruttivo?

La risposta, ovviamente, è no! È possibile applicare i filtri in maniera non distruttiva, ma questo richiede un piccolo intervento sul livello. Bisogna trasformarlo in un Oggetto Avanzato.

Un Oggetto Avanzato è un livello immagine al quale è possibile aggiungere una pila di filtri: semplicemente, usando uno dei filtri dal menù esso non sarà applicato direttamente ma aggiunto alla pila. Da lì, i filtri possono essere nascosti, spostati, mascherati…

Un esempio di Oggetto Avanzato è un oggetto vettoriale, importato ad esempio da Illustrator. Ma è anche possibile trasformare un livello immagine raster (quello “normale”, per così dire, almeno per chi fa fotografia) in avanzato cliccando col destro sul livello e scegliendo l’apposita opzione Crea Oggetto Avanzato. È sempre possibile rasterizzare un Oggetto Avanzato, come è possibile ri-trasformarlo in un Oggetto Avanzato, ma chiaramente le informazioni vettoriali, le trasformazioni e i filtri applicati verrebbero rasterizzati e fusi con il contenuto in maniera distruttiva.

Conclusione

Spero che questi suggerimenti vi possano essere utili! Ci sono senz’altro molti altri trucchi del mestiere, ma questi sono quelli che uso più spesso. E i vostri, quali sono?

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