Home > Cultura, Vercelli > Le tradizioni vercellesi della Settimana Santa: la Processione delle Macchine e il crocifisso del Duomo

Le tradizioni vercellesi della Settimana Santa: la Processione delle Macchine e il crocifisso del Duomo

Come sappiamo, l’Italia è terra di tradizioni e feste tipiche, molte delle quali legate ad eventi religiosi. Da nord a sud troviamo manifestazioni talvolta molto particolari in occasione di Natale, di Pasqua, senza contare le numerose ricorrenze liturgiche che cadono in primavera ed estate: la Pentecoste, il Corpus Domini e il giorno dell’Assunta sono spesso celebrati con processioni e riti che variano di paese in paese, di regione in regione.

Oggi voglio parlare di una di queste tradizioni, un po’ perché è poco nota al grande pubblico, un po’ perché è uno degli eventi tradizionali della mia Vercelli. Ogni anno, in occasione del Venerdì Santo si tiene una processione detta “delle Macchine”; non immaginatevi però un carosello di autovetture. Le Macchine infatti sono grandi complessi statuari lignei che vengono portati a spalla da gruppi di volontari. Ospitati durante l’anno in alcune chiese cittadine, i gruppi rappresentano alcune scene della Via Crucis, e vengono condotti in processione per il centro della città, momento culmine della funzione (non una Messa, essendo il Venerdì Santo!) celebrata dall’Arcivescovo nella basilica di Sant’Andrea.

Processione delle Macchine di Vercelli

S.E.R. l’Arcivescovo Enrico Masseroni durante la Processione delle Macchine del 2010 (foto Andrea Cherchi)

Nonostante dal punto di vista liturgico si tratti di una semplice processione, la cerimonia del Venerdì Santo è un appuntamento tradizionale per tutta la popolazione, che affolla le strade aspettando il passaggio delle statue. Le origini di questa suggestiva manifestazione risalgono al XVII secolo.

Processione delle Macchine 2012

Una delle statue davanti alla basilica di Sant’Andrea, qualche ora prima della processione (foto Andrea Cherchi)

Le Macchine sono custodite, come già accennato, da alcune confraternite laiche, ognuna delle quali conduce in processione il proprio gruppo statuario. Le statue sono opere di legno colorato, e alcune di esse risalgono addirittura al Settecento. Quella più antica è probabilmente la Macchina dell’Incoronazione di spine, donata alla Confraternita di San Bernardino nel 1734 e realizzata dallo scultore Giovanni Martino Serzano. Di poco successiva è la statua di Cristo con la Croce.

Degna di nota è anche la Macchina di Gesù nell’orto degli ulivi, di Santa Caterina, anch’essa molto antica. È forse l’opera più pesante: le figure umane sono di notevoli dimensioni, con proporzioni quasi reali.

La processione delle Macchine è profondamente radicata nella cultura vercellese, coinvolgendo non solo i fedeli più devoti ma anche quelle organizzazioni laiche che si occupano delle singole Macchine: tra queste, i volontari della Croce Rossa, gli Alpini e i Vigili del Fuoco. Capita quindi che alcune immagini del rito si trasferiscano nei modi di dire, allontanandosi dal panorama della celebrazione religiosa. Ad esempio, quando ho chiesto informazioni ad Andrea Cherchi, giornalista, fotografo e studioso delle tradizioni vercellesi nonché in carica come Bicciolano (la maschera del Carnevale di Vercelli), mi ha subito ricordato il detto “brutto come i giudei di San Bernardino”, che si riferisce ai giudei che circondano Gesù nella Macchina custodita in San Bernardino.

Processione delle Macchine di Vercelli

Un momento della processione (foto Andrea Cherchi)

La Processione si inserisce nell’ambito più ampio dei riti della Settimana Santa, che a Vercelli comprende un altro momento peculiare: lo scoprimento del crocifisso del Duomo. Se infatti questo è un momento tradizionale della liturgia del Venerdì Santo, il crocifisso della Cattedrale di Vercelli viene invece scoperto all’alba della Domenica di Pasqua. Il crocifisso della chiesa di Sant’Eusebio, infatti, raffigura il Cristo Risorto che ha vinto la morte, a differenza della più diffusa rappresentazione di Gesù morto sulla Croce. Si tratta di un’opera lignea rivestita in lamina di argento e oro, realizzata intorno all’anno Mille; un vero e proprio gioiello, anche per via delle numerose pietre preziose incastonate nella corona. Il suo valore artistico è inestimabile: viene considerata una delle opere più belle della sua epoca, e senza dubbio è una delle più grandi.

Il crocifisso del Duomo di Vercelli

Il crocifisso del Duomo di Vercelli (foto Simone Saviolo)

Advertisements
  1. 30 marzo, 2013 alle 11:56

    Conosci le processioni della Settimana Santa in Spagna, per esempio di Siviglia? Sono tutte più o meno come quella che hai descritto. Normalmente le ‘macchine’ sono sculture di legno di epoca barocca e spesso di artisti famosi. Insieme a queste macchien sfilano gl incappucciati. Però non sapevo che ci fossero a Vercelli.

    • 30 marzo, 2013 alle 13:19

      So che ci sono funzioni simili, soprattutto in Spagna, ma non sapevo fossero così diffuse come indichi tu. Nel caso di Vercelli, gli artisti non sono particolarmente famosi, e i portatori fanno parte di varie associazioni anche laiche – ad esempio i Vigili del Fuoco sfilano con la loro divisa. L’epoca però è più o meno quella: può darsi che l’origine del rito vercellese sia spagnola (in fondo siamo vicini al Milanese che è stato a lungo terra spagnola).

      • 30 marzo, 2013 alle 13:53

        L’avevo pensato anch’io.

        • 3 aprile, 2013 alle 09:29

          Dopo essermi consultato con Andrea Cherchi, ne ho avuto conferma: la tradizione della processione a Vercelli nasce in epoca spagnola, ed è legata alla Fontione dell’Entierro. Se cerchi con Google, trovi molte informazioni sulla rappresentazione che si fece della Fontione intorno alla metà degli Anni Ottanta proprio qui a Vercelli.
          Grazie del tuo contributo! Mi ha permesso di approfondire un aspetto che conoscevo solo molto superficialmente.

          • 3 aprile, 2013 alle 12:24

            Neanch’io ero a conoscenza di quest’evento vercellese. Lo cercherò. Adesso non ti rimane che andare in Spagna in settimana santa. Vale la pena, soprattutto a Siviglia dove da domenica delle Palme a domenica di Pasqua ci sono una sessantina di processioni, le più imporrtanti la notte del giovedì e venerdì santo. E’ uno spettacolo da vedere. Cordiali saluti.

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: