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Memoria toponomastica – Speciale: Leonida Robbiano e Adriano Tournon

Riprendo questa rubrica della quale avevo decretato la fine per mancanza di interesse, perché in questi giorni la cronaca vercellese riporta due notizie legate proprio alla toponomastica. Procederò con ordine.

Leonida Robbiano

Leonida Robbiano fu uno dei pionieri dell’aviazione. Ecco quanto riporta il giornale La Sesia:

Allievo e amico di Francis Lombardi, Leonida Robbiano è stato uno dei più grandi piloti di aereo nell’epoca pionieristica del volo. Ai comandi del suo “Breda 33”, opportunamente modificato, nell’aprile del 1933, egli tentò un’impresa che sarebbe stata memorabile: battere il record di trasvolata intercontinentale che l’inglese Scott aveva stabilito volando da Londra a Sydney in 8 giorni, 20 ore e 49 minuti. Robbiano era determinatissimo. Partito da Londra, fece una prima tappa all’aeroporto della sua Vercelli (senza immaginare che non l’avrebbe più rivista) e poi anche a Bari. Si diresse quindi verso in continente asiatico e lì ebbe i primi inconvenienti meccanici; li risolse ma, per riprendere a pieno ritmo la tabella di marcia che si era prefisso, rinunciò alle indispensabili ore di sonno. Lo stava seguendo la stampa di tutto il mondo. La mattina del 15 aprile 1933, mentre stava sorvolando l’isola di Sandwip (come ricorda il documentatissimo Grande Libro della Pro Vercelli di Tacchini, Sala e Casalino), vicino a Calcutta, l’aereo precipitò sulle rive del Gange. Si parlò di un guasto meccanico, di una tempesta monsonica, ma anche della stanchezza del pilota. I resti del Breda vennero recuperati, non così il corpo di Robbiano.

A Robbiano fu dedicato un monumento eretto all’ingresso dell’aeroporto Carlo del Prete, a Vercelli, che oggi giace in pessime condizioni ed è transennato perché pericolante (sembra un must di questo blog, vedi qui e qui). Inoltre, gli fu intitolato lo stadio comunale, nonostante Robbiano non avesse alcuna connessione con il mondo del calcio (del resto, il Comunale di Torino, oggi Olimpico, fu a lungo intitolato a Benito Mussolini, anche se per motivi diversi). Nel 1997, in colpevole ritardo rispetto a Novara, lo stadio fu ribattezzato “Silvio Piola”, in onore del grande calciatore di Robbio (il che, ironicamente, lo rende un… robbiese, non robbiano; Robbio, in provincia di Pavia, dista pochi kilometri da Vercelli). Non che Piola non lo meritasse, anzi!, ma così facendo il ricordo di Robbiano è sparito dalla toponomastica di Vercelli… anche se non dall’uso, tanto che ancora oggi molti tifosi della Pro chiamano lo stadio “Robbiano”.

La notizia recente è che una targa ricorderà la precedente denominazione dello stadio. In ogni caso, grazie agli interventi dei giornali locali la memoria di Robbiano è stata riproposta anche a chi, incolpevolmente, non sapeva più chi fosse.

Monumento a Leonida Robbiano

Monumento a Leonida Robbiano, presso l’aeroporto Carlo del Prete di Vercelli

Adriano Tournon

Nel caso di Tournon, parliamo di una figura di importanza decisamente locale… ma che importanza! Eccola raccontata dal sindaco Andrea Corsaro:

E’ giusto che la città celebri l’uomo che, in pratica, l’ha disegnata come è adesso: oltre al cavalcavia, si devono al genio di Tournon la ristrutturazione del vecchio quartiere Furia, l’adattamento del castello del Beato Amedeo a tribunale e procura, quello dell’antico stabile dei padri domenicani a sede attuale della prefettura e della Provincia; la realizzazione delle scuole Principe di piazza Battisti, il recupero di Palazzo Centoris (che ora il Comune sta perfezionando) e la creazione di viale Rimembranza. Inoltre, Tournon fu a lungo direttore generale dell’Ovest Sesia.

A Tournon i vercellesi devono tanto; è stato a lungo dimenticato forse perché fu il primo podestà della Provincia di Vercelli, quando venne creata nel 1927. Noi non intendiamo certo celebrarne le cariche ottenute nel Ventennio, ma le opere portate a termine in quegli anni e in quelli successivi, perché la città ne sta giovando tutt’ora.

Il cavalcavia di cui si parla è quello detto “del Belvedere”, che scavalcando la ferrovia poco lontano dalla stazione, in corrispondenza del bivio per Torino e per Casale, unisce il centro città al rione Canadà e alla parte più periferica di Porta Torino. Il riferimento alla ristrutturazione, invece, è legato ad una vecchia zona del centro città, detta appunto “la Furia”, fittamente edificata e ricca di case popolari: essa fu “riqualificata”, come si direbbe oggi, creando le piazze Zumaglini e Risorgimento, la prima in perfetto stile razionalista, la seconda impreziosita dal palazzo della Camera di Commercio. Viale Rimembranza infine costituì un punto di riferimento per i nuovi quartieri periferici della città in espansione.

L’eventuale intitolazione del cavalcavia a Tournon sarebbe un bel gesto nei confronti di quegli architetti che, nel bene e nel male (ma in questo caso mi sembra sia decisamente più il bene del male), con la loro opera edilizia e urbanistica hanno lasciato un segno importante nelle nostre città, e in definitiva nel nostro modo di vivere.

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