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Yongnuo Speedlite YN560-II: recensione flash per Canon

I difetti: niente TTL, ma non solo…

Yongnuo YN560-II

Vista anteriore

Ebbene sì, questo Yongnuo Speedlite YN560 II ha un grosso difetto: non supporta in alcun modo il TTL. Non è quindi possibile avere alcuna valutazione della luminosità della scena, neanche quando lo si monta sulla slitta del corpo macchina (immagino sia legato al fatto che la slitta ha un solo pin invece dei cinque presenti sulla macchina, ma non ne sono certo). Questo significa che non è possibile avere una regolazione automatica dell’intensità del lampo: questo può non essere un problema se si scatta in studio o in altre situazioni controllate, ma si rischia di perdere scatti nel momento in cui si deve fotografare un’azione spontanea.

Secondo quanto leggo in giro sulla rete, inoltre, anche usare trasmettitori radio TTL (come i Phottix Odin TTL) non basta per avere un flash regolabile automaticamente.

Montando l’unità sulla slitta del corpo macchina, la mia 550D non la riconosce. Non è possibile configurare alcuna opzione del menù del flash esterno, tuttavia lo scatto viene sincronizzato correttamente con l’apertura dell’otturatore (impostando il flash in modalità manuale o Multi, non come slave).

Ho cercato di capire se lo Yongnuo fosse veramente uno Speedlite. Da quello che ho capito, tutti i flash Speedlite Canon (a proposito, mi stupisce che un produttore terzo usi così impunemente il marchio Speedlite; avrei detto che fosse registrato) sono comandabili senza fili sia tramite infrarossi sia via radio. Mi sembra inoltre di aver letto che la 600D, come la 60D e la 7D, siano dotate di un trasmettitore Speedlite integrato, e dato che la mia fotografa preferita ha proprio una 600D le ho chiesto di aiutarmi a verificare. Beh, neanche la 600D riconosce lo YN560 II come flash esterno, neanche montandolo sulla slitta. Ho letto di un rimedio artigianale che consiste nel far scivolare una spilletta tra la slitta e il flash; io non ho intenzione di provarlo, ma se volete potete cercare a vostro rischio e pericolo su Google (cercate “bobby pin” tra i termini chiave).

Un altro difetto che ho trovato è l’alimentazione. Anche se si parla nel manuale della possibilità di usare un’alimentazione esterna, l’alimentazione principale è comunque quella delle quattro pile AA, alcaline o al nichel-metallo idruro. Questo rischia di rivelarsi piuttosto costoso, ma non posso ancora valutare quanto duri un set di batterie. Certo, una bella batteria ricaricabile al litio sarebbe stata meglio.

Infine, rivolgo un’ultima lamentela alla custodia. Simile a quella – indovinate un po’? – del Canon 580EX II, ha una patella troppo corta, e raggiungo a malapena il velcro posto sul davanti. Ma soprattutto non c’è la possibilità di attaccarla ad una tracolla, o anche solo ad una cintura tramite una clip. Nonostante la qualità della borsetta sembri sufficiente (anche se non troppo imbottita), rimane comunque un poco scomoda da portare in giro.

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