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La musica e il patto col diavolo

Le corde rotte e Jimi Hendrix

A proposito di Paganini e delle sue abilità, si narra un episodio che dovrebbe dimostrare come il suo successo fosse dovuto ad un intervento soprannaturale. Si dice che, in occasione di un concerto di Paganini, un violinista del posto si fosse recato a teatro. Per motivi ignoti (forse il maestro aveva scortesemente rifiutato di incontrarlo?), costui sabotò il violino del concerto, il famoso “Cannone” che Paganini suonava sempre, in modo che le corde si rompessero durante l’esibizione. Paganini non se ne accorse e suonò col suo solito stile, molto aggressivo sullo strumento. Poco dopo aver presentato il brano culmine dell’intero concerto, una delle corde si spezzò. Il violinista ritenne di poter suonare anche con sole tre corde, e continuò. Si ruppe una seconda corda, e anche una terza, ma Paganini non smise di suonare. Il sabotatore già assaporava il momento in cui anche la quarta corda avrebbe ceduto, lasciando il maestro a suonare sul legno… ma incredibilmente questo non avvenne. Paganini portò a termine il concerto suonando il suo pezzo più difficile su una sola corda. Secondo una versione, fu addirittura possibile intravedere il diavolo che suonava un violino demoniaco al posto del “Cannone” del Guarneri, ormai privo di corde ed impossibile da suonare.

E sull’immagine delle corde rotte si basa un’altra leggenda, questa volta nel campo della musica rock. Un film del quale non mi ricordo il titolo (potrò non essere sempre preciso?!) racconta di un giovane chitarrista che scopre uno spartito inedito di Jimi Hendrix. Allo spartito è legata una storia oscura: si dice infatti che, se suonato correttamente, possa invocare il diavolo in persona. Il giovane porta a casa lo spartito e lo studia; riesce infine a suonarlo, e davanti ai suoi occhi appare effettivamente il demonio. Questi gli offre fama e gloria in cambio – ormai lo saprete – della sua anima. Il giovane, come accade necessariamente in un film, è accecato dalla sete di successo, e accetta. Come il Dottor Faust, però, passano gli anni e giunge il momento di saldare il proprio debito. Il chitarrista, allora, cerca di opporsi al destino, e il diavolo gli concede una possibilità: se riuscirà a suonare correttamente lo spartito di Hendrix senza sbagliare contando sulle sue sole capacità, il patto sarà annullato. Il nostro incomincia a suonare, e per lo stupore di Belzebù lo fa senza sbagliare neanche una nota.

Il diavolo rivela allora che questa sfida era già stata affrontata decenni prima da Jimi Hendrix (che quindi aveva stretto lo stesso patto), e che come quella volta non ha alcuna intenzione di perdere: inizia quindi a rompere le corde della chitarra una ad una. Proprio come Paganini, il nostro continua a suonare, ma le corde spezzate gli feriscono le dita: gocce di sangue cadono sui fogli pentagrammati che giacciono sul pavimento, e compongono una nuova melodia infernale. Giunto ormai alle ultime battute, il chitarrista sta per concludere il pezzo sull’ultima corda che gli è rimasta, ma il diavolo, con un brutto gesto decisamente poco sportivo, rompe con la sua magia anche l’ultima corda.

Nella scena finale, si vede un altro giovane musicista che scopre per caso lo spartito creato dal sangue di quel famoso chitarrista, scomparso in circostanze misteriose. Anch’egli viene a sapere che, a quanto pare, suonandolo senza errori si invocherò il diavolo. La storia si ripete: il giovane porta con sé lo spartito e decide di affrontare la sfida dello spartito.

Chissà che il primo autore della melodia infernale non fosse proprio Paganini…

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  1. 25 marzo, 2013 alle 11:21

    Ringrazio la citazione che fa di questo articolo il prof. Casanova di Manerbio nel suo sito.

    Tra l’altro, leggere il suo post mi ha fatto ricordare che mi ero scordato di citare nel mio articolo che l’assolo con cui Steve Vai sembra aver sconfitto Ralph Macchio in Crossroads si conclude proprio con un tritono, come a sottolineare che il diavolo “chiude” il duello con un accordo che, tradizionalmente, non “chiude” la canzone.

  1. 29 novembre, 2012 alle 08:34
  2. 27 gennaio, 2014 alle 12:37

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