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La musica e il patto col diavolo

Paganini

E fu forse proprio l’atmosfera romantica ad associare un prodigioso musicista dell’epoca all’infausto (scusate il gioco di parole) accordo (stasera mi vengono così) con il demonio. Niccolò Paganini, virtuoso del violino e precoce genio della musica romantica, da buon genovese fece una considerazione molto pragmatica: se altri avessero potuto eseguire le sue opere, lui non ne avrebbe ricavato niente. Decise così di infilarci quanti più tecnicismi riusciva a farci stare, e addirittura aveva l’abitudine di dare gli spartiti al direttore d’orchestra solo poche ore prima dello spettacolo. In questo modo, il direttore doveva semplificare l’arrangiamento perché i musicisti potessero senza fallo eseguire l’opera a prima vista, e gli assoli di violino di Paganini spiccavano ancor più su un tappeto armonico semplice.

Fatto sta che Paganini era talmente bravo, e le sue esibizioni erano talmente stupefacenti, che si iniziò a dire che la sua abilità tecnica era frutto di un patto col diavolo. C’è anche da dire che Paganini non era quel gran simpaticone: è rimasto famoso l’episodio in cui si rifiutò di fare un bis richiesto dal Re di Sardegna Carlo Felice, principalmente perché aveva – come spesso faceva – largamente improvvisato, e in secondo luogo perché nelle sue performance non si risparmiava, e quindi gli facevano male le dita. Così rispose al sovrano che “Paganini non ripete”; il re non la prese troppo bene e gli impedì di andare in scena per la terza volta il giorno dopo, al che il violinista decise di annullare due concerti a Vercelli e ad Alessandria e disse che non avrebbe mai più suonato in Piemonte. Secondo alcuni, la sua condotta sregolata e un suo certo atteggiamento di superiorità lo resero ancora più esposto all’invidia dei contemporanei, che cercarono di minarne la reputazione fino ad arrivare, appunto, a suggerire l’ipotesi del patto col diavolo.

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  1. 25 marzo, 2013 alle 11:21

    Ringrazio la citazione che fa di questo articolo il prof. Casanova di Manerbio nel suo sito.

    Tra l’altro, leggere il suo post mi ha fatto ricordare che mi ero scordato di citare nel mio articolo che l’assolo con cui Steve Vai sembra aver sconfitto Ralph Macchio in Crossroads si conclude proprio con un tritono, come a sottolineare che il diavolo “chiude” il duello con un accordo che, tradizionalmente, non “chiude” la canzone.

  1. 29 novembre, 2012 alle 08:34
  2. 27 gennaio, 2014 alle 12:37

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