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Miniatura

Miniatura by Simone Saviolo
Miniatura, a photo by Simone Saviolo on Flickr.

Certe cose, appena scopri che esistono, senti che devi provarle subito. È quello che è successo a me con l’effeto finta miniatura (fake miniature in inglese).

Come tutti i fotografi (dovrebbero) sapere, la profondità di campo è quella parte del campo visivo che appare a fuoco. La nitidezza di un soggetto dipende infatti dalla distanza tra il soggetto e il punto messo a fuoco; più questo oggetto è lontano, più confuso appare nell’immagine. Se il soggetto a fuoco supera una certa distanza, detta distanza iperfocale, allora solo gli oggetti vicini potranno apparire fuori fuoco. La profondità di campo dipende da vari fattori, tra i quali il primo è l’apertura del diaframma (diaframmi più aperti creano campi meno profondi); in pratica, sembra che anche la distanza focale influisca (focali più lunghe creano campi apparentemente meno profondi), ma in realtà questo è dovuto alla diversa dimensione relativa dei soggetti.

Per questi motivi, una foto panoramica (in cui tutti i soggetti inquadrati sono piuttosto lontani dalla camera) è, di norma, completamente a fuoco, anche con diaframmi aperti. Al contrario, fotografare oggetti vicini fa sì che solo una parte di essi sia nitida, mentre gli altri sono sfocati. Il nostro cervello lo sa (del resto l’occhio lavora nello stesso modo) e usa questo effetto come aiuto per comporre l’immagine tridimensionale. Ecco come facciamo a capire subito se la foto che abbiamo davanti riproduce un plastico o un panorama vero: la foto di un modellino, di solito, ha almeno tre caratteristiche che indicano le vere dimensioni:

  1. si guarda dall’alto verso il basso, perché il modellino di solito è su un tavolo;
  2. i colori sono molto vivaci, per via delle vernici da modellismo e dell’assenza di usura e sbiadimento;
  3. il campo è poco profondo, perché riprendo da vicino, secondo quanto detto sopra.

La foto panoramica ha queste caratteristiche al contrario: il soggetto è tutto intorno a me, non solo più in basso, l’illuminazione non è “lampadata” come in un plastico, e la distanza iperfocale viene ampiamente superata.

Ma cosa succede se prendiamo una foto panoramica e, in post-produzione, 1) ne saturiamo i colori e 2) la sfochiamo al di fuori di una striscia orizzontale centrata su un certo soggetto? Abbiamo ricreato due delle tre caratteristiche delle foto in miniatura. A questo punto, invece di una panoramica qualunque, prendiamone una che abbiamo scattato da una postazione rialzata, puntando l’obiettivo verso il basso, facendo ad esempio in modo che l’orizzonte sia quasi contro il margine superiore dell’inquadratura, e applichiamole la post-produzione descritta: avremo una perfetta foto in finta miniatura!

In alto c’è una mia foto, scattata dal marciapiedi di un cavalcavia. La post-produzione risulta molto facile da fare in Photoshop (la sfocatura si applica come filtro sul livello della foto trasformato in livello avanzato; la parte cruciale è creare un buon gradiente da usare come maschera del filtro, nero sul soggetto e bianco ai bordi), ma per fare ancora prima (e senza bisogno di Photoshop) esiste un’applicazione web, Tilt Shift Maker, che offre un editor visuale e rende tutto il processo facile e veloce, offrendo render gratuiti fino a 2,6 megapixel.

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