Ogni maledetto giovedì

6 giugno, 2013 3 commenti

Sei mesi. Per l’intera metà di un anno ho scritto un post ogni settimana. E se contiamo alcuni altri post che saltano la cadenza per pochi giorni, arriviamo a sette mesi, leggermente abbondanti. Dagli ultimi giorni del 2012, mi sono imposto di rilasciare un articolo tutti i giovedì, alle 12 in punto. L’idea era che prendermi un impegno fisso, darmi una scadenza da rispettare, mi avrebbe aiutato ad organizzarmi. E magari dandomi un certo ritmo avrei anche potuto gestire meglio la cosa.

Il risultato, però, è stato un altro. Dover buttare fuori qualcosa tutti i giovedì, anche se non avevo niente di talmente interessante che spontaneamente mi veniva voglia di parlarne, è diventato poco a poco una piccola ossessione. Avevo creato questo blog tempo fa con la consapevolezza che l’avrei usato per parlare di quello che mi andava, quando mi andava, nel modo che mi andava. Quest’ultimo aspetto è quello che ne ha sofferto un po’ di più.

Ho quindi deciso che, come ZeroCalcare (che, anche se lo seguo da un annetto e ho un suo libro a casa, non ho ancora capito come vada scritto ‘sto nome!), anch’io ho bisogno di una pausa. Non scrivo questo blog per fare migliaia di visite al giorno, altrimenti non parlerei del condizionamento pavloviano delle cinque scimmie o di come non si possa vincere facile al gioco d’azzardo: non voglio che Coltura Generale diventi un lavoro, perché è nato come un hobby e tale deve rimanere. Preferisco essere contento e soddisfatto di ogni singolo articolo che pubblico, piuttosto che averne uno alla settimana for the record.

D’ora in poi, quindi, gli articoli usciranno quando avranno voglia di uscire. Saranno più interessanti, avranno più cose da dire, saranno – spero – anche più belli da vedere e divertenti da leggere, perché si saranno preparati per tutto il tempo che vogliono. Vi invito quindi ad iscrivervi, o tramite WordPress oppure con il feed RSS, o meglio ancora a mettere “Mi piace” alla pagina Facebook o fare +1 su quella Google Plus. Tutte queste cose vi avviseranno di quando scrivo qualcosa di nuovo, ma soprattutto gratificheranno il mio ego e mi faranno pensare che c’è qualcuno che perde qualche minuto della sua vita a leggere le mie divagazioni.

A presto – ma non al prossimo maledetto giovedì.

(Senza offesa per il giovedì, il prossimo in particolare.)

(Che poi l’ho chiamato maledetto solo per citare Calcare. Scusa, giovedì, in realtà mi stai simpatico, sei la vigilia della vigilia della vigilia del dì di festa, praticamente attesa di felicità al cubo.)

Categorie: Pensieri

Ma il filtro UV serve davvero?

30 maggio, 2013 2 commenti
UV Filter 6159

Molti appassionati di fotografia sostengono che il primo accessorio da aggiungere ad un nuovo obiettivo è il filtro UV. Il filtro UV blocca le radiazioni ultraviolette, il che significa che otticamente è pressoché inutile. Tuttavia, viene proposto come una protezione meccanica: uno strato di vetro il cui scopo principale è quello di evitare che polvere, graffi e piccoli proiettili arrivino all’elemento frontale dell’obiettivo. Il mantra è sempre quello: se si deve rigare qualcosa, meglio che si righi il filtrino da 20 euro piuttosto che l’obiettivo che ne vale centinaia o migliaia. Ma sarà realmente così? Continua a leggere…

La Condamine: il quartiere con le strade più famose del mondo

Ci sono molte strade che godono di fama nazionale o mondiale. Una delle strade più famose del mondo è senz’altro la Route 66, che attraversa l’America e ha fatto da sfondo alle leggende dell’immaginario moderno statunitense. Grazie ai palazzi o ai monumenti che ospitano, anche gli Champs Élysées, Piazza di Spagna, Alexanderplatz, Trafalgar Square, Times Square sono nomi conosciuti nel mondo intero; e per via degli eventi storici che lì sono avvenuti, molti altri luoghi sono diventati tristemente famosi, da piazza Tienanmen a piazza Tahrir fino a via D’Amelio. Però sono convinto che lo scettro delle strade più conosciute e affascinanti del mondo si trovi altrove. Continua a leggere…

Operazioni non distruttive in Photoshop

La cronologia delle operazioni effettuate è uno strumento molto utile, che permette di tornare sui propri passi e rimediare ad un errore che si è commesso. In Photoshop questa funzione è svolta dal pannello Storia, grazie al quale si può saltare liberamente da una versione all’altra. Anzi, usando il Pennello Storia (non confondiamo il pannello con il pennello) è persino possibile far riemergere selettivamente alcune parti di una versione selezionata.

Tuttavia, in alcuni casi anche la storia non è abbastanza per soddisfare il nostro desiderio di modificare liberamente. Supponiamo ad esempio di aver fatto una cosa sbagliata seguita da sei giuste: per annullare l’errore dovremmo anche annullare le modifiche successive. A volte il Pennello Storia ci può aiutare, ma non sempre.

Questo accade quando il nostro modo di lavorare è ricco di operazioni distruttive, cioè interventi che vengono applicati all’immagine e che non è più possibile cambiare, ma soltanto annullare e rifare. Di seguito mostrerò alcune tecniche per lavorare in Photoshop in maniera non distruttiva, il che ci permetterà di modificare ogni singola trasformazione in qualunque momento, cambiare l’ordine e la forza delle trasformazioni, cambiare l’area a cui si applicano… Potremmo persino fare un prototipo veloce dell’effetto che vogliamo ottenere, verificando se ci piace prima di procedere a fare ritagli più precisi o regolazioni più fini. Continua a leggere…

Punto

Punto

Senza parole.

Lasciate un commento. Raccontatemi cosa vi viene in mente e cosa pensate vedendo questa immagine.

Categorie: Pensieri

Sangue granata

Lapide del Grande Torino a Superga

Sessantaquattro anni, e una data che ogni fedele granata conosce a memoria. Per tutti gli altri, il 4 maggio 1949 è la data di un brutto episodio di cronaca, una tragedia aerea, un incidente che in un colpo solo annichilì il Grande Torino, la squadra che aveva dominato i campionati dell’immediato dopoguerra. Nello schianto contro la collina di Superga morirono i calciatori, di ritorno da una trasferta a Lisbona, ma anche dirigenti e giornalisti al seguito, oltre all’equipaggio. Il campionato, al quale mancavano solo quattro giornate da disputare, fu assegnato a tavolino al Torino, che pochi giorni prima, pareggiando con l’Inter, aveva comunque ipotecato il titolo; le restanti partite furono giocate dalle squadre “Ragazzi”, e videro quattro vittorie dei giovani granata. Continua a leggere…

Una calcolatrice ci seppellirà

Avevo già pronto un altro argomento per il post di oggi, ma non ho potuto fare a meno di cambiare idea quando ho letto questo articolo della CNN. Prende spunto da una e-mail inviata ad alcuni giornalisti da Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, due professori di economia, laureati ad Harvard, che è un po’ come dire che esiste ben poco di meglio al mondo. Nella lettera i due professori ammettono che i risultati a cui sono giunti in un loro studio potrebbero essere sbagliati, e che quindi non è così certo che un forte indebitamento pubblico sia strettamente legato a bassi livelli di crescita.

È senz’altro bello scoprire che due figure di tale importanza in campo economico ammettono candidamente il loro errore, invece di trincerarsi dietro alla loro autorità e coprire le lacune del loro studio con mille scuse come avrebbero potuto fare persone meno oneste. Quello che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia è il motivo dell’errore. Lo scrivo su un paragrafo a parte perché merita:

Hanno sbagliato a mettere le formule in Excel.

Continua a leggere…

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